Ubuntu 7.04 Feisty Fawn, il desktop Linux

Pubblicato il 30/5/2007 11:33:21 | Sezione Mondo Linux

Ubuntu 7.04 Feisty Fawn: il desktop Linux





Introduzione

A fine Aprile è stata rilasciata al grande pubblico la nuovissima Ubuntu 7.04 denominata Feisty Fawn ( che tradotto in italiano significa “cerbiatto esuberante” ) che segue di 6 mesi, come di consueto, l'ottima Ubuntu 6.10 rilasciata l'Ottobre dello scorso anno. Come per le altre release si adotta la numerazione che fa corrispondere al numero di versione quello dell'anno di rilascio seguito dal punto e dal numero del mese. Si tratta di una distribuzione che, raccogliendo l'eredità lasciata dalle ottime versioni precedenti, punta a impostare lo standard per il desktop Linux. Per testarla a fondo l'ho personalmente installata sul mio portatile come unico sistema operativo abbandonando Windows XP e l'ho utilizzata esclusivamente per più di una settimana. In questo articolo parlerò delle novità e delle caratteristiche che rendono appettibile ad un utente medio questa nuova Ubuntu aggiungendo anche dei pareri soggettivi che in casi come questi è difficile nascondere.

E' doveroso ricordare che esistono in realtà tre versioni differenti di Ubuntu che si differenziano per l'ambiente grafico utilizzato e per i programmi installati di default.

  • Ubuntu 7.04: è la versione di cui parleremo estensivamente in questo articolo. Utilizza GNOME come desktop environment e quindi i programmi installati di default sono scritti per utilizzare le librerie GTK+ per integrarsi graficamente.
  • Kubuntu 7.04: tale versione, il cui sito ufficiale lo potete trovare a questo indirizzo, utilizza KDE e programmi sviluppati per integrarsi visivamente in tale ambiente.
  • Xubuntu 7.04: scaricabile da qui. Utilizza Xfce come ambiene grafico e quindi è particolarmente adatta su macchine non più nuovissime data la sua leggerezza complessiva in termini di risorse richieste.


Lasciamo ora da parte i discorsi di apertura e addentriamoci finalmente alla scoperta di questo piccolo grande gioiello che è Ubuntu Feisty.




Installazione

Una volta avviato il computer con boot dal CD e con il fido disco di Ubuntu Feisty Fawn nel lettore ci accoglierà una schermata con un menù di scelta tramite la quale potremo avviare il LiveCD di supporto al programma grafico di installazione del sistema operativo. In realtà è possibile già sperimentare le funzionalità di Ubuntu Feisty anche solo utilizzando la modalità LiveCD ma chiaramente con le inevitabili penalizzazioni velocistiche del caso.

Dopo un'esplorazione iniziale per prendere un po' di confidenza con il sistema mi sono deciso a cliccare sull'icona Install presente sul dekstop, lanciando così il programma di installazione grafico.



Una volta selezionata la lingua preferita comparirà il messaggio di benvenuto. Fin qui niente di eclatante ^_^



Scegliamo ora il fuso orario e la disposizione dei tasti della tastiera.



Viene ora la parte più delicata che è quella che di solito mette più in difficoltà l'utente che si avvicina per la prima volta a Linux, quella del partizionamento del disco rigido. Il programma di installazione di Ubuntu Feisty mette a disposizione due possibili modalità, quella automatica e quella manuale. Entrambe utilizzano il sistema Ubiquity in alternativa a GParted, presente nelle versioni precedenti della distribuzione. Nonostante le mie esperienze con il partizionamento degli hard disk in sistemi Linux non siano particolarmente notevoli decido di gettarmi sulla modalità manuale, anche perchè lo schema finale della tabella delle partizioni era in realtà piuttosto semplice.



L'installazione prosegue senza intoppi. Ubuntu riconosce la presenza del sistema Windows XP sull'hd esterno collegato al portatile e mi richiede perfino se voglio trasferire delle impostazioni o dei dati dallo stesso. Purtroppo l'unica cosa che avrei voluto trasferire veramente ( i preferiti salvati su Opera ) non erano disponibili quindi ho semplicemente saltato questa parte dell'installazione raggiungendo in volata la schermata finale e quindi la procedura vera e propria di copiatura dei file nell'hard disk. Il tutto ha impiegato, compresa la fase di configurazione, circa una quarantina di minuti, un tempo assolutamente accettabile.

Utimato il tutto possiamo finalmente riavviare il PC e goderci il nostro nuovo sistema operativo fresco di installazione.




Prime sensazioni

Riavviato il PC ci troviamo davanti lo stesso aspetto grafico visto nel LiveCD dell'installazione. Vedere che Ubuntu utilizza GNOME come Desktop Environment di default sicuramente è, almeno per me, un incentivo a provare questa distribuzione. Non me ne abbiano gli utenti KDE ma non ho mai potuto sopportare la pesantezza grafica di tale ambiente grafico, il numero esagerato di dettagli inutili e sì, anche tutti quei programmi con nomi che iniziano con la K! Preferisco invece la pulizia e l'aspetto sobrio e al contempo professionale di GNOME. Quindi questo sicuramente è un punto a favore, almeno per quanto mi riguarda.

Per quanto possano essere in tema con il motto della distribuzione o la sua filosofia o linea di pensiero, i colori marroni di Ubuntu non mi sono mai piaciuti. Questo è un parere totalmente soggettivo ma mi riesce comunque abbastanza difficile pensare che siano in molti a condividere l'opinione che tale scelta cromatica sia di gradevole aspetto. Per questo, come io mi sono affrettato a fare, sono sicuro che la maggior parte degli utenti cercherà di personalizzare pesantamente la propria Ubuntu grazie anche alla presenza di siti come Gnome-Look.org che mettono a disposizione una quantità industriale di risorse che variano dai temi agli sfondi o ai cursori del mouse.

Eliminata ogni traccia di marrone possiamo continuare la nostra esplorazione. Notiamo con piacere innanzitutto che il sistema ha riconosciuto tutto l'hardware del portatile senza problemi, compresa la scheda wireless Intel IPW2200 che avevo faticato non poco tempo addietro ad installare su Debian Sarge ( ma quelli erano altri tempi e altri kernel ) o la scheda audio integrata. L'unico problema è stato poi al successivo riavvio del PC dopo averlo spento quando il sistema non è riuscito a riaccendere la scheda wireless. Fortunatamente questa situazione mi era già capitata in passato e installando il modulo acerhk per il kernel ( con mio grande piacere il modulo era già presente e precompilato ) ho risolto il tutto.

Che dire. Sulle prime ero quasi scontento perchè installare Linux senza metterci poi delle ore per mettere a posto tutti i problemi hardware e altro è quasi come privarsi di una soddisfazione nella vita ma poi ho pensato a tutti gli altri utenti che si avvicinano per la prima volta a questo sistema operativo e che rimangono di stucco quando vedono che il loro nuovo e fiammante portatile ha una scheda wireless che non va o un modem interno che non viene riconosciuto o qualche altra diavoleria all'ultimo grido che non può utilizzare per la mancanza di supporto. Non dico che tutto l'hardware in circolazione funzionerà senza problemi appena installato il sistema ma una cospicua fetta si, e questo è sicuramente un netto miglioramento rispetto al passato e un punto ancora a favore per Ubuntu.

Dopo essermi accertato che tutto funzionasse a dovere per prima cosa ho subito provato a connettermi alla mia personale rete senza fili casalinga. Il mio sguardo si è subito posato sull'area di notifica in alto a destra, vicino all'orologio, dove ho notato un'interessante novità che non avevo mai visto nelle altre distribuzioni da me provate. Si tratta dell'applet NetworkManager di Gnome, presente proprio dall'ultima versione rilasciata al momento della pubblicazione di questo articolo ( la 2.18 ), che altro non fa che fornire una comoda e semplice via per la configurazione della rete, soprattutto per quanto riguarda quelle senza fili.



Un click infatti su di essa mostra un menù che riassume le reti senza fili in prossimità con relativa potenza del segnale. Tramite tale menù è possibile selezionare la rete alla quale vogliamo collegarci e nel caso di rete protetta si aprirà una semplice maschera nella quale inserire i vari parametri. Una volta collegati NetworkManager rimarrà nell'area di notifica indicando tramite la propria icona la potenza del segnale della rete. Si tratta sicuramente di uno strumento molto utile che da parte mia ho molto apprezzato per la semplicità di utilizzo. NetworkManager non è perfetto ma è un componente software molto giovane e sono sicuro che crescendo migliorerà ulteriormente semplificando non poco le procedure di configurazione e attivazione delle connessioni di reti sui sistemi Linux ( almeno quelli con GNOME ).



Siccome sono un'esteta e mi piace provare tutte quelle cose che rendono più allegro il nostro desktop ( tranne su Windows dove preferisco evitare di creare problemi appesantendo il sistema con i soliti StyleXP e compagnia ) non ho resistito dall'attivare [http://www.compiz.org]Compiz 0.3.6[/url] tramite il comodo strumento Effetti Desktop dal menù Sistema->Preferenze. Pochi, semplici e veloci colpi di mouse e il cubo è già lì, a ruotare sfavillante sul mio schermo. Cinque secondi a farla lunga e il tutto funziona alla perfezione. Quasi rimpiango le nutti insonni nel tentativo di installare Compiz o Beryl sulla vecchia Debian Sarge e, successivamente su Debian Etch ( alla fine ci ero riuscito comunque ^^ ). C'è da dire che l'effetto “WoW” è assicurato. Un motivo in più per distogliere l'attenzione dalle “nuove” chicche grafiche di Windows Vista che comunque non si avvicinano nemmeno alle sciccherie di Compiz, in continua crescita grazie al fantastico lavoro degli sviluppatori. Si sente la mancanza di un configuratore facile da usare per impostare i vari parametri anche se è possibile manipolarli tramite l'editor di configurazione di sistema ( gconf-editor ) ma non è un'operazione alla portata di tutti.

E' ormai una mezz'oretta che sto smanettando con il neonato sistema e inizio a sentire il bisogno di ascoltare della musica. Collego il mio hd esterno che viene riconosciuto senza nessun problema e navigo verso la ricca collezione musicale di MP3. Doppio click su Overture 1928 dei Dream Theater, si avvia Totem e.. non si sente nulla. Poi ricordo. Ubuntu di default non contiene pacchetti che utilizzano software soggetti a restrizioni in alcuni paesi per cui non è direttamente presente il supporto alla riproduzione di file MP3 o altri codec tra i più usati. Fortunatamente invece che presentarci un'odiosa finestra di errore Ubuntu ci propone di installare tali pacchetti tramite una comoda interfaccia. Rispetto alle precedenti versioni della distribuzione è stato fatto quindi un sostanzioso passo avanti verso un sistema più user-friendly.



Similmente Ubuntu ci avvisa, tramite un nuovo modulo, della presenza di driver proprietari per alcune componenti hardware del nostro PC. Il “Gestore driver con restrizioni” è in grado di rivelare se sono disponibili dei driver realizzati dai produttori distribuiti solamente in formato binario ( quindi non con il codice sorgente ) non supportati dalla comunità. Per esempio nel caso del mio portatile sono stati rilevati i “Driver accelerati per schede ATI” che altro non sono che i driver fglrx sviluppati direttamente da ATI stessa con codice chiuso. Il modulo mi avvisa che potrei installare tali driver per avere un supporto migliore all'accelerazione 3D e quindi prestazioni 3D superiori.



Purtroppo sono conscio del fatto che i driver ATI non supportano AIGLX che viene utilizzato per il funzionamento di Compiz ma il netto miglioramento prestazionale che i driver fglrx riportano sui concorrenti radeon open source è un'attrattiva troppo succosa. Utilizzando quindi il modulo acconsento all'installazione dei driver proprietari che vengono scaricati e installati automaticamente. A processo terminato viene richiesto di riavviare il computer. Un secco Ctrl + Alt + BackSpace per riavviare il server grafico X basta allo scopo di caricare i nuovi driver appena installati. Tutto è filato liscio ma purtroppo e come era previsto gli Effetti Desktop non funzionano più. Per rimediare ho prestamente installato XGL e configurato una sessione personalizzata di GDM per riavere il mio fidato cubo rotante . Almeno così posso sfruttare pienamente la potenza della mia ATI Radeon 9700 Mobile ad Unreal Tournament 2004!

Abbiamo dato una veloce panoramica al sistema operativo. Ora vediamo più da vicino il software preinstallato.




Dotazione software

Diamo ora uno sguardo ai software preinstallati sulla nostra Ubuntu. Come abbiamo già detto troviamo come Desktop Environment Gnome 2.18.1, ultima release disponibile. In puro stile Gnome le differenze con la release precedente non sono particolarmente visibili ma si fanno comunque sentire.



Segnaliamo una migliore gestione della batteria nei computer portatili grazie ad una migliorata conflet Gestione alimentazione, la presenza di un nuovo programma, Tomboy, con il quale creare delle piccole note o to-do list per ricordarci quello che dobbiamo fare o anche solo per prendere un appunto veloce, uno strumento ( Gnome Disk Usage Analyzer ) che consente di visionare tramite dei grafici dettagliati come viene utilizzato lo spazio sui nostri hard disk, la possibilità di firmare o autenticare i propri documenti usando il nuovo SeaHorse ( un'interfaccia a Gnu Privacy Guard ) e la presenza per la prima volta in Gnome di alcuni giochi multiplayer tra cui la mania del momento, il Sudoku, e una versione 3D dei classici e intramontabili scacchi ( per giocare in modalità 3D è necessario scaricare alcuni pacchetti aggiuntivi ).



Ma la novità che mi ha colpito di più è stata certamente la nuova applet Deskbar che consente di effettuare ricerche tra gli ultimi documenti aperti, i programmi installati nel sistema, i segnalibri web o i file sull'hard disk in una sorta di strumento desktop search ( simile a Google Desktop per intenderci ). E' una caratteristica ancora giovane ma che secondo me crescerà molto in futuro grazie soprattutto alla possibilità di integrazione con Tracker.



Oltre alle applicazioni comunemente incluse con Gnome troviamo anche Firefox 2.0.0.3, la suite OpenOffice.org 2.2.0, Thunderbird 1.5.10, The Gimp 2.2.13 e Gaim 2.0 beta ( è stato considerato sufficientemente stabile per essere aggiunto anche se non è un prodotto finito ). Si tratta di software di punta nelle loro categorie e tutti aggiornati all'ultima release disponibile al momento del rilascio della distribuzione tranne Thunderbird del quale era già disponibile la versione 2.0. Se volete installarla ( come ho fatto io ) potete farlo tramite la guida che trovate a questa pagina. Scaricherete uno script che dopo avervi richiesto alcune informazioni si occuperà dell'installazione della nuova versione del programma. Nel frattempo anche GAIM è cambiato ed è diventato Pidgin 2.0 e anche questo come Thunderbird 2 non è ancora disponibile nei repository ufficiali ma potete scaricarne un pacchetto deb preconfezionato per Ubuntu Feisty dal sito getdeb.net. Sicuramente qualcuno uscirà con frasi del tipo “Non vedo il messaggio personale del mio migliore amico su MSN”. Purtroppo Pidgin ( o GAIM ) non supporta pienamente il protocollo MSN ( ed è un peccato dato che sono cose come questa che fanno ritornare sui propri passi un utente Windows ) ma fortunatamente esiste un altro software, aMSN, che fornisce maggiori funzionalità anche se rimane a singolo protocollo.



Il parco software è quindi di ottimo livello. Non manca nulla per poter iniziare da subito ad utilizzare il nostro nuovo sistema operativo. Perfetto per il novizio che compie i primi passi nel mondo Linux e non sa ancora muoversi agilmente nel nuovo ambiente.




Gioie.. e dolori

O anche non è tutto oro ciò che luccica. Non c'è che dire, Ubuntu 7.04 Feisty Fawn è sostanzialmente ottima, un sistema che può fare la felicità di moltissimi utenti e che accoglierà senza troppe difficoltà i nuovi arrivati nell'universo Linux. Colpisce per la facilità di configurazione, per la dotazione software, per l'impegno della comunità che è sempre attiva sia nello sviluppo che nell'aiutare chi avesse dei dubbi o dei problemi tramite forum ufficiali e non. La popolarità di Ubuntu è cresciuta in questi anni enormemente tanto che sono molte le persone anche non familiari con Linux che l'hanno sentita nominare o possono dire di cosa si tratta ad una domanda del tipo “Conosci Ubuntu?” E questa è una cosa potentissima. Sono più gli sguardi attoniti o del tipo “ma che stai a dì” quelli che vediamo nelle persone se poniamo domande del tipo “Conosci Debian?” o “Conosci Gentoo?” Si chiama marketing e Canonical di sicuro sa usare quest'arma, un nome forte può valere anche più di mille caratteristiche o features ( lo dimostra per esempio iPod ); Ubuntu unisce un “marchio” ad un sistema operativo che è ai vertici. E allora su cosa ho da recriminare?

In verità i punti sono davvero pochi. Il momento in cui ho sentito maggiornamente come un vuoto sotto i piedi è stato quando ho tentato di riprodurre per la prima volta un file MIDI. Doppio clik. Niente. Cerco un software per aprire il file tra quelli installati. Nulla. Cerco su internet e riesco finalmente a trovare una risposta. Con l'installazione di Timidity e di un plugin sono riuscito a sentire il mio MIDI anche su Firefox. Devo dire che il tutto è stato abbastanza imbarazzante perchè è avvenuto alla presenza di mia cugina. Mi atteggiavo un po' ad “esperto” pinguino fintanto che devo ascoltare questo MIDI e.. casca il palco. Per una abituata alle comodità di Windows non deve avere suscitato impressioni molto positive verso il mio sistema operativo tanto che aveva iniziato ad osservare il tutto quasi schifata. Poi per rimediare ho fatto girare il cubo un paio di volte ^^

Questo per dire che fintanto che Linux non sarà comodo da usare come lo è Windows per i suoi utenti le speranze di veder migrare quandi più utenti possibili all'open source saranno ancora basse. Ho riportato questo come esempio perchè mi è sembrato il più significativo ( e anche il più divertente da raccontare ) ma potrei citare anche altre piccole cose che possono facilmente scoraggiare un nuovo utente ( lo schermo che diventa nero ugualmente anche se ho impostato che non si deve mai spegnere, anche se il PC è inattivo, alcuni difetti di giovinezza di varie applicazioni come NetworkManager che possono disorientare, ecc.. ).

La strada è quindi quella giusta. Ubuntu Feisty Fawn è una pietra miliare tra le distribuzioni Linux per sistemi Desktop e segna uno standard qualitativo sul quale tanti altri progetti dovrebbero basarsi. Lo dice un utente che fin dagli unizi ha usato solo Debian ( al massimo una Mandrake ) e che era restio a provare questa Ubuntu, soprattutto per il tema grafico e la scelta dei colori. Ma vinte le incertezze iniziali ora non posso dire altro che: “Ubuntu forever”.



Questo articolo viene da UpYou
http://www.upyou.it

L'indirizzo di questo articolo è:
http://www.upyou.it/modules/sections/articles.php?artid=32