Backup e ripristino dell'hard disk e del SO: i programmi e le guide

Pubblicato il 12/9/2006 18:10:00 | Sezione Guide

Backup e ripristino dell'hard disk: i programmi e le guide


Backup e ripristino dell'hard disk: i programmi e le guide


Introduzione

Uno spyware. Un virus. L'esecuzione di operazioni poco affidabili. La fallita installazione di un driver. Quante volte vi sarà capitato di trovarvi di fronte al vostro PC e di non vedere altra soluzione ai problemi del vostro sistema operativo alternative alla formattazione completa dell'hard disk? Se siete tra i fortunati che possono rispondere “mai” alla mia domanda allora vi faccio i miei complimenti ma se invece, come me, siete stati costretti a formattare il vostro hard disk numerose volte, per i più vari motivi, vi consiglio caldamente di seguire questa nostra guida.
Perche? Non perchè in essa troverete la soluzione ai problemi cui non sapevate far fronte in quei casi ma per cercare di minimizzare i tempi di recupero di un sistema successivi alla formattazione.

Avete presente il processo di installazione del sistema operativo, dell'installazione dei vari driver, della configurazione e dell'impostazione delle proprie preferenze nel sistema che segue solitamente la formattazione? Se seguirete questa nostra guida riuscirete a completare questo processo in meno di un'ora, risparmiando così tempo e fatica.

Siete curiosi? Nelle prossime pagine scoprirete come e con quali programmi riuscire ad ottenere tutto ciò.

Buona lettura!




Il concetto di base

Innanzitutto cerchiamo di capire come è possibile ottenere questa riduzione sostanziali del tempo di installazione e messa a punto di un sistema operativo funzionante e configurato secondo le nostre esigenze. Il “trucco” consiste in una normale procedura di backup del vostro disco rigido. Attraverso l'uso di appositi programmi è infatti possibile creare un'immagine perfetta del vostro hard disk o di una qualsiasi delle sue partizioni per poi ripristinarle successivamente nello stesso hard disk o in altri con la sola condizione che le dimensioni dell'hard disk di destinazione siano maggiori o uguali a quelle dell'immagine di backup.

Immaginate quindi di aver appena formattato. Potete cogliere adesso l'occasione per seguire questa guida per preparare un'immagine di backup da utilizzare nel caso di problemi. Oppure ancora, anche se non avete appena formattato ma avete un sistema perfettamente funzionante e che volete mantenere tale, potete comunque eseguire un backup completo. Avere un backup a portata di mano facilmente ripristinabile è sicuramente buona cosa specialmente se avete intenzione di apportare delle modifiche importanti alla configurazione del vostro sistema o se dovete sperimentare qualche nuovo programma particolare.

Nota: ovviamente l'immagine di backup di una partizione di un sistema completo può arrivare ad occupare anche parecchi GigaByte, a seconda del numero di programmi e della quantità di dati presenti. Nonostante i programmi che vi proporremo siano in grado di comprimere le immagini finali la loro dimensione finale può quindi diventare molto grande, situazione che richiederà l'utilizzo di sistemi di archiviazione dello stesso backup ad alta capacità.




I programmi

Come abbiamo già accennato precedentemente l'utilizzo di questa tecnica per il ripristino e il backup richiede l'utilizzo di particolari programmi. Per scrivere questa guida ne abbiamo utilizzati due completamente gratuiti ma ne esistono molti altri sia commerciali che liberi. Vi proponiamo quelli testati dalla nostra redazione:

- DriveImage XML
- Ghost 4 Linux ( spesso chiamato g4l )

Per ognuno di questi faremo vi proponiamo una breve guida alle caratteristiche e all'uso.

Come potete vedere questo nostro articolo non vuole essere orientato ad un preciso sistema operativo ma cerca piuttosto di aprire gli orizzonti a più sistemi. Quindi non solo Windows ma anche sistemi alternativi come Linux/Unix.




Un esempio pratico – Nuova installazione del sistema operativo

Eh si, succede spesso. Il virus di turno ci ha costretti a reinstallare nuovamente il nostro sistema operativo. Ora dovremo recuperare dai cassetti tutti i nostri CD contenenti i driver delle nostre periferiche, il CD o il DVD di installazione del sistema, armarci di pazienza e cominciare a reinstalare tutto da capo, compresi i nostri programmi preferiti e poi configurare il tutto secondo le nostre esigenze. Tutto questo è sicuramente noioso e se succede spesso anche frustrante. Perchè allora non fare un passo in più e fare in modo che sia l'ultima volta che siamo costretti a seguire tutta questa procedura?

Il nostro esempio pratico si svolge in ambiente Windows XP ma potete ovviamente estendere il concetto anche ai sistemi Linux o altri.

1) Installiamo il sistema operativo ( potete trovare una guida all'installazione di Windows XP pubblicata sul nostro sito a qui ). Molto importante in questo passaggio è la scelta del file system ( NTFS o FAT32 ). Alcuni programmi, come per esempio DriveImage XML, funzionano al meglio se nel sistema è presente almeno un disco formattato con NTFS. Il tipo di file system è importante anche per sapere se un certo software ne supporta o meno il backup. Per i sistemi Windows è consigliato l'uso, se possibile, di NTFS che oltre ad essere più sicuro di FAT32 è anche più affidabile.

2)Una volta completato il processo ( circa mezz'ora di tempo ) possiamo concentrarci sul mettere al passo il nostro nuovo sistema installando gli aggiornamenti disponibili. Tramite Windows Update scaricate tutti gli aggiornamenti di sicurezza necessari al vostro PC. E' consigliabile scaricare tutti gli aggiornamenti indicati come “a priorità alta” mentre potete scegliere gli aggiornamenti che ritenete più utili dalla sezione “Software facoltativi”. Per un sistema non dotato di Service Pack 2 la dimensione totale di questi aggiornamenti sarà sicuramente molto corposa. Per questo sarebbe conveniente installare il sistema operativo Windows XP con il SP2 già integrato nel CD di installazione, soluzione che permette di risparmiare tempo e che risulta sicuramente più funzionale ( trovate a questo indirizzo una nostra guida che spiega nei dettagli proprio questa procedura ).

3) Installare gli aggiornamenti può non essere sufficiente per proteggere del tutto il nostro sistema ancora “vergine” ( speriamo ) da eventuali infezioni di spyware o virus. Per questo è consigliato, oltre che prudente, installare quanto prima almeno un software antivirus. Affidatevi al vostro programma antivirus preferito e scaricate subito i vari aggiornamenti disponibili da internet.

4) A questo punto sarà necessario installare i driver dei componenti del nostro PC e delle periferiche. Assicuratevi di collegare ed installare i driver di tutte le vostre periferiche in modo da non doverlo fare nel caso di ripristino dal vostro backup.
Vi consigliamo di non utilizzare i driver che vi sono stati forniti con i CD al momento dell'acquisto del PC o inclusi nelle confezioni delle varie periferiche ma piuttosto di scaricare da internet, dai siti dei produttori, le versioni più nuove dei driver stessi in modo da avere un sistema, al momento del backup, il più aggiornato possibile.
Nel nostro esempio abbiamo proceduto installando inizialmente gli ultimi driver disponibili per la nostra scheda madre dal sito di nVidia e successivamente quelli per la scheda video, la scheda audio, il controller SATA, lo scanner e la stampante. Una volta che vi siete assicurati che tutte le periferiche sono correttamente installate e funzionanti potete procedere al passo seguente.

5) Ora possiamo installare alcuni piccoli programmi la cui presenza è per noi fondamentale su ogni installazione di Windows XP che si rispetti. Nel nostro caso abbiamo scaricato e installato le ultime versioni di WinRAR, Winamp, Windows Media Player, Adobe Acrobat e Opera ma voi potete scegliere i vostri software preferiti secondo le vostre esigenze. Non esagerate installando software di grandi dimensioni come la suite Microsoft Office o altri simili.

6) Abbiamo installato tutto quello che ci serve. Ora potete sbizzarrirvi impostando il sistema operativo secondo le vostre specifiche necessità e preferenze. Noi per esempio abbiamo modificato il tema di Windows, aggiunto la barra di “Avvio veloce” alla barra delle applicazioni, rimosso la barra della lingua, disinstallato Windows Messenger e Outlook Express e modificato tanti altri piccoli particolari.

7) Ok, siamo alla fine. Prima di iniziare il processo di backup “puliamo” per bene il sistema svuotando la cartella Temp contenuta nella directory principale di Windows ed eliminiamo anche eventuali file che abbiamo scaricato durante il processo di installazione. Meglio sarebbe spostare questi file in un'altra partizione così da non perderli. Potete alternativamente non eliminarli anche se così facendo l'immagine finale di backup risulterà più pesante.

Ora che il sistema è pronto è venuto il momento di mostrare le caratteristiche dei software che abbiamo provato e di carpirne pregi e difetti.




DriveIMage XML

DriveImage XML è un software prodotto della Runtime Software. Noi di UpYou abbiamo provato l'ultima versione disponibile al momento della pubblicazione di questo articolo ovvero la 1.18 che potete scaricare direttamente e gratuitamente da questo indirizzo. Vediamo quali sono le caratteristiche salienti di questo programma.

- Possibilità di effettuare backup di dischi logici o partizioni
- Ripristino sullo stesso hard disk o in un altro ( a patto di rispettare le dimensioni ovviamente )
- Possibilità di schedulare backup automatici
- Funzione di “hot backup” che permette di creare l'immagine del disco anche attualmente in uso dal sistema.
- Supporto dei file system FAT 12, 16, 32 e NTFS
- Funziona con Windows XP e Windows Server 2003
- Si installa anche come modulo per BartPE ( in questo modo potete così fare il backup anche di sistemi differenti come Windows 95, 98 e 2000 )
- E' gratuito

Per creare copie di backup anche dei dischi in uso dal sistema il software si appoggia su due diverse soluzioni. La prima, quella di default, consiste nel bloccare l'accesso in scrittura alla zona del volume selezionato che il programma sta elaborando in un preciso momento mentre la seconda si appoggia ad un servizio fornito da Windows XP o 2003, precisamente il servizio Volume Shadow Services ( VSS ). Durante la procedura di backup è possibile selezionare quale delle due modalità utilizare in caso di “hot backup”. Indipendentemente dalla scelta il programma effettuerà un tentativo iniziale nella modalità da voi selezionata e se tale tentativo non dovesse andare a buon fine Driver Image XML proverà ad utilizzare l'altra modalità. Nel caso anche questo tentativo fallisca il programma propone all'utente di creare un backup senza utilizzare nessuna tecnica di bloccaggio. In questo caso però i risultati non sono garantiti e l'immagine finale risultante potrebbe essere corrotta.

E' doveroso far presente che non è possibile utilizzare la funzionalità di “volume shadowing” se nel sistema non è installata almeno una partizione formattata con il file system NTFS anche se comunque non è necessario che tale partizione sia effettivamente quella della quale andrete a fare il backup. Inoltre sempre per permettere il funzionamento di questa modalità è indispensabile che i seguenti servizi siano abilitati in Windows:

- MS Software Shadow Copy Provider
- Copia replicata del volume

Per controllare potete aprire un casella Esegui tenendo premuti contemporameneamente i tasti Windows + R ( oppure cliccando sul menù Start e selezionando Esegui ) ed inserire il comando

services.msc


Nella lista controllate che i servizi sopra elencati siano impostati con modalità di avvio diversa da “Disabilitato”.

Proviamo ora ad eseguire un semplice backup di una partizione.

Iniziamo con il selezionare dal menù a sinistra la voce Backup dopo di che ci troveremo davanti ad una schermata come la seguente:



Da qui possiamo avere una panoramica degli hard disk attualmente collegati al PC ( sia interni che esterni ) e delle partizioni in essi contenuti. Selezioniamo la partizione della quale vogliamo creare una copia di sicurezza, nel nostro caso sarà l'unità E:.



Proseguiamo cliccando su Next e troveremo una schermata in cui potremo configurare alcune semplici opzioni tra le quali il percorso in cui salvare l'immagine creata di backup ed il nome del file di immagine.



Le altre opzioni selezionabili sono:

  • Raw mode: crea l'immagine memorizzando il contenuto della partizione settore per settore compresi quelli vuoti. In questo modo il programma crea una copia identica della partizione e l'immagine risultante avrà la stessa grandezza della partizione e non dei dati effettivamente presenti. Normalmente lascerete questa opzione non selezionata.
  • Split large files: selezionando questa opzione il file di immagine risultante verrà diviso in più files. Potete utilizzare questa opzione se per esempio volete salvare l'immagine in un hard disk con file system FAT32. Questo tipo di file system infatti non supporta file di dimensioni maggiori di 4GB per cui potete fare in modo che il programma spezzi l'immagine in più file di dimensioni minori. Potete anche sfruttare questa opzione per dividere l'immagine in modo da poterla masterizzare in più DVD.
  • Compressed: questa opzione crea un'immagine compressa che può arrivare ad avere delle dimensioni fino al 40% inferiori rispetto all'equivalente non compresso. Ovviamente utilizzando la compressione il processo di creazione dell'imagine risulterà più lento.


Una volta cliccato su Next il programma inizierà, se tutto è andato a buon fine, alla creazione dell'immagine. Si tratta di un processo che richiede parecchio tempo, anche ore se la partizione contiene una grande quantità di dati. Per cui armatevi di pazienza.



Quando il processo sarà completato potrete per esempio masterizzare la vostra immagine su uno o più supporti ottici oppure potrete conservarla in un altro hard disk per usi futuri.

Per ripristinare una partizione dovrete utilizzare la funzione “Restore” di DriveImage XML che trovate sempre nel menù nella parte sinistra dell'interfaccia grafica. Anche questa volta il programma vi mostrerà una lista delle partizioni presenti sui vostri hard disk. Nel nostro esempio ripristineremo i dati che avevamo appena salvato nella stessa partizione.



Cliccando su Next il programma ci chiederà il file di origine dell'immagine che vogliamo ripristinare e successivamente ci proporrà una schermata dalla quale dovremo selezionare la partizione di destinazione. Ovviamente quest'ultima dovrà avere una dimensione maggiore od uguale a quella dell'immagine se vogliamo che il programma ci consenta il ripristino!



A questo punto, dopo essere passati per una schermata riassuntiva, possiamo procedere con la scrittura dei dati cliccando ancora su Next ed il programma ci avvertirà che l'operazione che stiamo per effettuare comporterà la perdita di tutti i dati attualmente esistenti nella partizione di destinazione. Come ultimo accorgimento il programma richiede all'utente di inserire un codice per permettere l'inizio del processo in modo da evitare che ciò possa accadere accidentalmente.



Anche in questo caso la procedura potrà richiedere un tempo significativo per cui avrete il tempo per fare una pausa piuttosto prolungata.

Tra le caratteristiche che rendono molto interessante questo programma c'è sicuramente la possibilità di poter esplorare il contenuto di un'immagine che avete creato grazie al duplice utilizzo di un file binario e di un file XML che serve appunto per individuare la posizione di file e cartella all'interno dell'immagine. Oltre a semplicemente esplorare l'immagine potrete estrarre uno o più file da essa e leggerli od utilizzarli senza dover necessariamente ripristinare l'intera immagine in una partizione.

Purtroppo però il programma richiede di essere installato nel sistema per poter essere utilizzato. Questo implica che non potete ripristinare per esempio l'hard disk contenente il sistema operativo del vostro computer nel caso di un cosiddetto “disaster recovery”. In questo caso infatti sarebbe necessario usufruire di un software che possa essere eseguito come un sistema del tutto indipendente. Fortunatamente gli sviluppatori di DriveImage XML hanno pensato anche a questo. Come abbiamo infatti già detto precedentemente il programma è disponibile anche come modulo di BartPE. Se non sapete cosa sia BartPE ( Bart Preinstalled Environment ) è presto detto: si tratta di una sorta di versione “live” di Windows ovvero un CD/DVD avviabile direttamente come sistema operativo che offre un ambiente Win32 con supporto alle reti, ai file system NTFS/FAT32/CDFS e dotato di interfaccia grafica. E' uno strumento che può servire quindi anche per recuperare file da un hard disk e salvarli per esempio in una risorsa di rete, sicuramente un'alternativa molto più flessibile di un normale disco di ripristino DOS.

E' quindi possibile creare un nuovo CD o DVD con BartPE builder e includere come plugin DriveImage XML per poterlo poi utilizzare all'interno di BartPE e ripristinare con esso la partizione primaria del nostro hard disk con il sistema operativo. Il procedimento per la creazione di una copia di BartPE e di installazione dei suoi plugin va però oltre gli scopi di questa guida e lasciamo agli utenti più smaliziati il gusto della prova.

C'è comunque un altro modo per ripristinare una partizione primaria di un nostro hard disk. Potete infatti scollegare l'hard disk in questione e collegarlo ad un altro PC ed utilizzare quest'ultimo per installare DriveImage XML ed effettuare successivamente il ripristino.




Ghost4Linux

NOTA: l'utilizzo di Ghost4Linux è consigliato agli utenti più esperti.

Nonostante il nome questa soluzione può benissimo essere utilizzata anche da utenti Windows. Ghost4Linux ( o anche, abbreviando, g4l ) è sostanzialmente una distribuzione live di Linux che mette a disposizione un comodo strumento per effettuare backup e ripristino delle partizioni nel vostro PC. Essendo un prodotto sviluppato sotto l'ottica Linux supporta ovviamente anche i file system tipicamente utilizzati dal pinguino come per esempio ext2 o ext3 ma non manca il supporto ai file system utilizzati dai sistemi Windows come FAT32 ed NTFS.

Per poter utilizzare g4l prima di tutto dovete ottenere da internet un'immagine ISO che successivamente masterizzerete su un supporto ottico. Potete trovare l'ultima versione di g4l sul sito del progetto raggiungibile che trovate qui. Al momento della pubblicazione di questo articolo l'ultima versione disponibile è la 0.21 ed il download della ISO occupa all'incirca 40 MB. Potete masterizzarla utilizzando il vostro software di masterizzazione preferito. Nel nostro caso abbiamo usato Nero Burning ROM 6.6.

A questo punto è necessario riavviare il computer con boot da lettore CD-ROM ( ovviamente con il CD di Ghost4Linux inserito ) e comparirà una schermata iniziale dalla quale dovrete scegliere il kernel da utilizzare per il sistema sul quale dovrà essere poi eseguito il processo di backup e ripristino vero e proprio. La scelta del kernel può essere fondamentale in quanto è quest'ultimo che contiene il supporto driver per i controller che consentono la comunicazione con gli hard disk per cui il corretto funzionamento o anche il solo riconoscimento dei vostri hard disk esterni USB o Firewire o interni SATA potrebbe dipendere dalla scelta del kernel. Viste anche le caratteristiche di Ghost4Linux possono essere importanti anche i driver per la vostra scheda di rete. Infatti g4l consente il trasferimento delle immagini create verso un server FTP su internet o nella proprio rete locale. Sapendo questo quindi provate le varie opzioni disponibili nel caso non riusciate ad utilizzare correttamente l'hardware che avete collegato.



Fatta questa importante premessa possiamo iniziare con la pratica. Nel nostro caso selezioniamo il kernel di default ( la versione 2.6.15 ) semplicemente premendo il tasto Invio. In alternativa è possibile inserire uno qualsiasi dei nomi elencati nella colonna “Image name”, ognuno dei quali corrisponde ad una diversa versione del kernel riportata a destra.

Una volta premuto Invio inizia il caricamento del sistema e dei vari driver. Se tutto è andato a buon fine, una volta completato il processo, vi verranno mostrati alcuni avvisi che potete saltare premendo ogni volta Invio e finalmente dovreste arrivare ad un prompt dei comandi tramite il quale potrete eseguire alcuni programmi tipici della maggior parte delle distribuzioni Linux ma soprattutto il comando per lanciare effettivamente Ghost4Linux. Per farlo digitate

./g4l


o anche solo

g4l


e premete Invio. Dovete però fare attenzione al fatto che il sistema utilizza di default il layout americano per la tastiera per cui molti tasti sono scombinati rispetto al layout italiano a cui siamo abituati. Per scrivere quindi

./g4l


dovrete in realtà digitare sulla vostra tastiera italiana

.-g4l


Una volta dato il comando vi verrà mostrato un altro avviso e successivamente arriverete al menù principale di G4L.



Come potete vedere il programma offre un'interfaccia molto spartana che ricorda molto da vicino quella dei vecchi programmi DOS. In realtà l'interfaccia è realizzata tramite l'uso di una libreria molto nota nel mondo unix/linux chiamata ncurses che facilita la creazione di interfacce grafiche testuali come quella usata da G4L. Purtroppo il programma non prevede l'utilizzo del mouse per cui dovremo accontentarci della tastiera ( sarà un po' un ritorno alle origini ). Per muovervi tra una scelta e l'altra dei menù o tra i pulsanti dovrete usare le freccette mente per passare da un controllo all'altro dovrete usare il tasto Tab. Premendo Invio attiverete i pulsanti o le voci interattive mentre per selezionare delle opzioni dovrete usare la barra spaziatrice. Detto questo possiamo iniziare ad utilizzare veramente Ghost4Linux.

Il menù propone quattro differenti opzioni
  • RAW Mode: questa modalità prevede sia il trasferimento locale o tramite server FTP e funziona con qualsiasi tipo di filesystem. In effetti viene creata una copia precisa della partizione o del disco selezionato tanto che le dimensioni finali, non compresse, dell'immagine saranno pari a quelle appunto della partizione di origine.
  • File mode: questa modalità utilizza il software Partition Image, chiamato anche “partimage”, per salvare o ripristinare le immagini dei vostri hard disk o delle vostre partizioni. A differenza della RAW mode questa modalità prevede il salvataggio nell'immagine della sola parte effettivamente utilizzata della partizione e non effettua quindi il salvataggio dei settori liberi ma solo di quelli occupati dai file. Anche in questo caso è possibile operare in locale oppure comunicare con un server di partimage ( non FTP come nel caso della RAW mode ).
    Utilities: come dal nome consente l'accesso rapido ad alcuni programmi di utilità e di supporto a Ghost4Linux.
  • Show Help: fornisce supporto relativo all'utilizzo di Ghost4Linux.


Vediamo ora come effettuare il salvataggio ed il ripristino di una partizione nella “modalità grezza”. Selezionando RAW mode dal menù comparirà questa schermata:



Anche qui abbiamo quattro scelte possibili. Iniziamo con le operazioni in locale. In questo caso potrete salvare l'immagine di una partizione in un'altra partizione del vostro PC, sia essa nello stesso hard disk oppure in un altro.

Selezionate dunque “Local use” dal menù e vi troverete davanti una schermata simile a questa:



Nell'ordine dovrete utilizzare:
  • Pick drive
  • : selezionate la partizione nella quale il programma dovrà scrivere i dati dell'immagine oppure dalla quale dovrà leggere i dati per il ripristino. Sfortunatamente il programma non mostra una lista dettagliata delle informazioni relative ad ogni partizione ma solamente le dimensioni.
  • Config filename: impostate il nome che dovrà avere il file di immagine creato ( oppure il file di immagine da ripristinare, a seconda del caso ).
  • Toggle split: questa opzione vi consente di creare un file di immagine ( o di ripristinarne uno ) diviso in più file. Questo è utile soprattutto nel caso che vogliate salvare l'immagine in una partizione formattata con file system che permettono una dimensione massima dei file non molto elevata come per esempio il FAT32 che prevede file di grandezza massima di 4GB.
  • Toggle compression: potete selezionare un metodo di compressione da utilizzare per salvare un'immagine ( o di decompressione nel caso di recupero ). Le modalità di compressione sono 4 ( nessuna, Gzip, Lzop, BZip2 ). E' conveniente nominare il file di immagine con un estensione opportuna in modo da capire a colpo d'occhio con che metodo di compressione è stato creato ( per esempio immagine.gz se si è utilizzato Gzip ).


Una volta completata la configurazione rimane da scegliere se eseguire il backup o il ripristino dell'immagine. Le due modalità sono assolutamente simili nell'utilizzo, cambia essenzialmente il verso del trasferimento dei dati. Nel nostro caso ci limiteremo a mostrarvi il funzionamento del backup.

Scegliendo l'opzione “Backup” il programma vi chiederà quale partizione volete salvare successivamente vi mostrerà una panoramica delle scelte che avete fatto:



Una volta dato il consenso il programma inizierà la procedura di salvataggio e mostrerà lo stato di avanzamento del processo in una schermata simile alla seguente che riassume le informazioni più importanti come la percentuale di avanzamento e la velocità di trasferimento.



Vediamo ora il caso del salvataggio dei dati via FTP. Probabilmente vorrete salvare l'immagine su di un server FTP presente nella vostra rete per cui per prima cosa è necessario assicurarsi che sia presente e attivo un server di questo tipo nella vostra rete locale e ovviamente di avere i diritti di accesso in scrittura ( bastano solo quelli di lettura nel caso vogliate ripristinare un'immagine salvata sul server FTP ). Per i nostri test abbiamo approntato su di un PC della nostra redazione un semplice server FTP utilizzando FileZilla Server. La configurazione di un server FTP va comunque al di là degli scopi di questa guida.
Dal menù RAW mode dovete dunque selezionare “Network use” e configurare attraverso un altro menù la vostra scheda di rete e le impostazioni di connessione al server FTP.



Per prima cosa dovrete selezionare l'interfaccia di rete da utilizzare per la comunicazione con il server FTP. Se l'interfaccia di rete che volete utilizzare non è presente nella lista proposta significa che il sistema ha avuto dei problemi con la rilevazione dell'hardware oppure con il caricamento dei driver necessari. Questo può succedere se avete una scheda di rete particolare ed in tal caso la soluzione più semplice è quella di provare ad utilizzare un altro kernel tra quelli disponibili all'avvio oppure utilizzare se possibile un'altra scheda di rete e se anche questo risultasse impossibile potete sempre ripiegare sull'uso in locale del programma. Se invece siete degli esperti potete cercare di creare la vostra versione personalizzata di G4L che includa anche i moduli necessari al corretto funzionamento della vostra interfaccia di rete.

Una volta selezionata la scheda dovete impostarne l'indirizzo IP ( nel nostro caso 192.168.2.55 ) avendo cura di utilizzarne uno coerente con lo schema della vostra rete e che risulti non occupato. Tocca poi all'impostazione dell'indirizzo IP del server FTP e dei dati di accesso allo stesso ( nome utente e password ).

A questo punto dovete impostare il nome del file di immagine da creare ( o eventualmente da ripristinare ). Il programma è in grado di esplorare il server FTP alla ricerca di file eventualmente già presenti nella cartella “img” che è la cartella di default nella quale vengono salvate e recuperare le immagini ( se tale cartella non dovesse esistere sarà necessario crearla manualmente ). Potrete quindi scegliere da un elenco quale immagine ripristinare oppure inserire un nuovo nome nel caso vogliate effettuare un backup. Da notare che potete utilizzare una directory differente da “img” specificandola usando la voce “Path to Image Directory”.

Selezionate infine il tipo di compressione tra quelli disponibili e scegliete poi l'operazione da effettuare. Per le partizioni NTFS sono disponibili due comandi separati per il backup e il ripristino che vengono eseguiti appoggiandosi all'utility ntfsclone ma è comunque possibile utilizzare, anche per questo tipo di file system, i due comandi generici “Backup” e “Restore”.


La schermata seguente mostra un esempio di avanzamento del processo di salvataggio di una partizione NTFS utilizzando ntfsclone.



Come avrete notato tra le opzioni della modalità RAW mode è presente anche “Click-n-clone”. Si tratta di un opzione che vi consente in un unico passaggio di clonare un disco/partizione direttamente in un altro disco/partizione posto che quest'ultimo abbia una dimensione almeno uguale a quella del volume di partenza.

Finora abbiamo parlato dell'uso di Ghost4Linux in RAW mode ma non dobbiamo dimenticarci dell'altra modalità presente: la File mode. Questa modalità ha infatti il vantaggio di creare file di immagine di dimensioni inferiori perchè, come abbiamo già detto, salva solo le informazioni relative ai settori veramente occupati da file trascurando quelli liberi. Non tutti i file system sono supportati anche se comunque lo sono tutti quelli di maggior interesse. La seguente tabella riassume, allo stato attuale, i file system supportati.


File system supportati
ext2fs/ext3fsLo standard in ambiente linux
stabile
ReiserfsFile system con sistema di journalingstabile
FAT16/32File system DOS e Windowsstabile
HPFSFile system di IBM OS/2stabile
JFSJournalized File System di IBMstabile
XFSAltro file system con sistema di journaling usato su Irixstabile
UFSUnix File Systembeta
HFSFile system di Mac OSbeta
NTFSFile system usato su Windows NT/2000/XP/2003/Vistasperimentale


Il supporto al file system NTFS è indicato come sperimentale ma, come anche indica la documentazione sul sito di partimage non ci dovrebbero essere problemi nel salvataggio di partizioni con questo file system se i dati non sono molto frammentati e se i file di sistema non sono compressi. Se comunque il processo di salvataggio della partizione si conclude senza errori allora non ci dovrebbero essere problemi nel recupero dell'immagine salvata. In caso di errori invece è consigliato tentare di deframmentare la partizione.



Nel caso della File Mode faremo riferimento alla sola modalità d'uso in locale in quanto la modalità client/server prevede la configurazione di un server di partimage che va oltre gli scopi di questa guida.

Per iniziare dobbiamo utilizzare la voce “Select partition” per selezionare la partizione di destinazione per i nostri file di immagine creati ( o di lettura per quelli creati ). La selezione verrà effettuata tramite un semplice menù come questo:



La partizione selezionata verrà montata nella posizione /mnt/local del file system utilizzato dal sistema operativo che sta alla base di Ghost4Linux. Nel nostro caso abbiamo utilizzato la partizione hda5 con file system FAT32, creata per l'occasione.

A questo punto possiamo lanciare partimage nella versione in modalità locale tramite “Launch client”.



Tramite il menù in alto selezioniamo la partizione da salvare ( o nella quale vogliamo ripristinare una partizione salvata precedentemente ). Possiamo poi spostarci negli altri campi di input dell'interfaccia tramite il tasto Tab della tastiera. Inseriamo poi il nome dell'immagine con il percorso completo. Ricordate che prima abbiamo montato una partizione nel punto di montaggio ( detto anche punto di mount ) /mnt/local ? Bene, ora dobbiamo usare proprio quel punto di montaggio per riferirci al contenuto della partizione che abbiamo indicato essere raggiungibile tramite /mnt/local. Se per esempio in quella partizione esistesse una cartella “immagini” la potremmo raggiungere con il percorso:

/mnt/local/immagini


e potremmo per esempio salvare in quella cartella la nostra immagine usando il percorso

/mnt/local/immagini/immagine.img


Per coloro che hanno usato o usano Linux questo tipo di rappresentazione dei percorsi e di uso dei punti di mount non dovrebbe essere una novità ma potrebbe essere fonte di difficoltà per chi non avesse mai provato il sistema operativo del pinguino. Per i vostri dubbi potete comunque sempre far riferimento al nostro Forum.

Selezioniamo ora l'azione da eseguire. Abbiamo tre opzioni. Ci interesseremo delle prime due ovvero:

- Save partition into a new image file: effettua il backup della partizione selezionata nel file di immagine specificato;
- Restore partition from an image file: ripristina una partizione da un file di immagine creato in precedenza e specificato tramite il percorso

Nel nostro caso eseguiremo una copia di backup.

Le opzioni in basso si riferiscono alla modalità con l'uso di un server per cui non sono di interesse per la nostra guida.

Proseguiamo premendo il tasto F5.



Anche questa finestra ci propone una serie di opzioni relative alla creazione dell'immagine. Possiamo impostare un livello di compressione ( nessuna, Gzip o Bzip2 ), chiedere al programma di effettuare un controllo della partizione di prima del salvataggio, richiedere la divisione del file di immagine in vari file della dimensione specificata ed altre opzioni minori.

Quando siete pronti premete ancora il tasto F5. Se avete selezionato l'opzione “Enter description” ( selezionata di default ) il programma vi chiederà di inserire un breve commento all'immagine. E' consigliabile inserire nella descrizione la data di creazione del file e il nome della partizione che avete salvata. Questo vi aiuterà in fase di ripristino.



Dopo aver dato un'occhiata ad una schermata informativa sulla partizione che andremo a salvare potremo dar via al processo di backup.



Potete in qualsiasi momento premere * ( asterisco ) per cancellare l'operazione in corso, Ctrl + S per mettere in pausa e Ctrl + Q per riprendere.

La procedura di ripristino è molto semplice. La prima schermata come abbiamo già visto è comune sia al backup che al ripristino mentre per quest'ultima la seconda schermata è più sintetica:



Possiamo infatti solo decidere se effettuare una simulazione del ripristino senza quindi nessuna operazione di scrittura reale sul disco e di cancellare i blocchi liberi con la scrittura di valori nulli ( zero ).

Con questo abbiamo concluso la nostra breve panoramica di Ghost4Linux. Ovviamente ci sarebbe ancora molto da dire ma molte informazioni sarebbero probabilmente tediose mentre noi abbiamo voluto fornirvi gli strumenti di base per eseguire il salvataggio e il ripristino delle vostre partizioni.




Conclusioni

Nel corso di questo articolo abbiamo analizzato l'uso di alcuni strumenti software che ci permettono di risparmiare parecchio tempo nella fase di installazione del nostro sistema operativo. Grazie a questi programmi possiamo effettuare il backup delle partizioni e dei nostri hard disk e recuparli per esempio in seguito ad un grosso problema oppure anche solo per recuperare dei dati sensibili dopo un grave guasto dei nostri dispositivi di archiviazione. Gli scenari possono anche ampliarsi se pensate a come potete agevolmente velocizzare la procedura di installazione di una serie di PC tutti uguali installando e configurando solamente il primo e poi utilizzando per esempio Ghost4Linux tramite un server FTP in rete per scaricare e installare l'immagine dell'hard disk del primo PC.

Che ne dite? Non ne vale forse la pena?



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