Utilizzare la Console di Ripristino di Emergenza di Windows XP

Pubblicato il 5/1/2006 21:40:00 | Sezione Guide

Guida alla Console di Ripristino di Windows XP




Introduzione

Quante volte avete vi capitato di corrompere un file di sistema e di non essere più in grado di utilizzare il sistema operativo? Nessuna? Bhe allora siete stati fortunati ( o particolarmente attenti! ). Ma potrebbe succedere..
Per questo tipo di problemi, ma anche per altri di natura più complicata come danneggiamenti al settore di avvio della partizione di sistema oppure al Master Boot Record dell'hard disk e altro ancora, Microsoft fornisce assieme a Windows XP uno strumento chiamato Console di Ripristino di Emergenza.

Si tratta di uno strumento non molto conosciuto ma che se usato nel modo giusto e al momento giusto può risparmiarci numerose fatiche.

Questa guida vuole essere un aiuto nell'utilizzo della Console di Ripristino. Nell'articolo sarà spiegato il funzionamento dei vari comandi disponibili e sarà presentato il metodo di soluzione di alcuni problemi nel caso reale.

Buona lettura!




Avviare la Console di Ripristino

Se avete già installato qualche volta Windows XP avrete notato che in una delle schermate che compaiono nelle prime fasi dell’installazione viene offerta la possibilità di “riparare un’installazione esistente di Windows XP”. Per farlo è necessario premere in questa schermata specifica ( di cui potete vedere un’immagine qui sotto ) il tasto “r” della tastiera.


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Una volta premuta la lettera il programma procederà al caricamento della Console di Ripristino di Windows.


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Comparirà una schermata che elencherà le varie installazioni di sistemi Windows presenti nel PC e chiederà di selezionare attraverso un numero l’installazione su cui si vuole operare. Inserite il numero corrispondente e premete Invio.


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A questo punto vi viene richiesto di inserire la password dell’utente Administrator dell’installazione selezionata. Una volta inserita avrete pieno accesso alla Console di Ripristino. Da ricordare che la necessità di inserire la password, se da un lato è una misura di sicurezza immancabile, dall’altro lato impedisce l’accesso alla console se il database di Gestione degli Account risulta danneggiato o inaccessibile. Con Windows XP è comunque possibile permettere, attraverso una particolare procedura, permettere l’accesso in automatico come Administrator alla Console di Ripristino di Emergenza senza dover inserire la password. Si capisce che in questo modo chiunque potrebbe poi utilizzare la Console di Ripristino; per questo consigliamo di utilizzare questa procedura solo dopo aver valutato attentamente i potenziali rischi che comporta.

Ecco la procedura da seguire:

1) Accedete a Pannello di Controllo e fate click su Passa a visualizzazione classica presente nel riquadro di sinistra
2) Fate doppio Click su Strumenti di Amministrazione e successivamente su Criteri di protezione locali
3) Dal riquadro di sinistra navigate attraverso Impostazioni Protezione e Criteri Locali fino a Opzioni di Protezione. Dovreste avere davanti una schermata molto simile alla seguente:


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4) Fate ora doppio click sul criterio Console di ripristino di emergenza. Consente l'accesso di amministrazione automatico e nella finestra che compare selezionate Attivato.
5) Cliccate OK e chiudete Impostazioni Protezione.

Ora avete abilitato l’accesso automatico come amministratore alla console. La procedura utilizzata va ad apportare una modifica alla chiave del registro di sistema

HKEY_LOCAL_MACHINE\SOFTWARE\Microsoft\Windows NT\CurrentVersion\Setup\RecoveryConsole

impostando ad 1 il valore della DWORD SecurityLevel, precedentemente a 0. Sapendo questo è possibile ottenere lo stesso effetto anche senza utilizzare gli Strumenti di Amministrazione che sono disponibili solo nella versione Professional di Windows XP e non nella versione Home.

Non sempre però si ha a disposizione un CD di installazione di Windows XP o può capitare che il lettore CD non funzioni correttamente. Un utente previdente potrebbe quindi ritenere opportuno installare la Console di Ripristino direttamente nel disco fisso in modo da aggirare questi possibili problemi. Inoltre un’installazione su disco eviterebbe di dover passare attraverso il setup di Windows XP.




Installare la console nell’hard disk

Vi spieghiamo brevemente come installare nel disco fisso una copia della Console di Ripristino. Ricordiamo che con questa procedura la console verrà poi vista dal sistema come un nuovo sistema operativo e che quindi all’avvio del PC sarà possibile selezionarla tramite un’apposita schermata che presenterà una lista dei sistemi operativi installati nel computer. L’installazione richiede circa 7 MB di spazio libero.

Per cominciare dobbiamo avviare Windows XP. Inseriamo poi il CD di installazione di XP nel lettore e clicchiamo sul pulsante Star e quindi su Esegui. Clicchiamo poi su sfoglia e navighiamo fino al percorso

D:\i386

dove D è la lettera di unità del lettore dove avete inserito il CD di Windows XP che può variare da sistema a sistema. Una volta raggiunta la cartella “i386” selezionate il file

winnt32.exe

e cliccate su OK.


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A questo punto nella piccola finestra Esegui verrà trascritto il percorso del file winnt32.exe. Quello che ci resta da fare è aggiungere il parametro “/cmdcons” per permettere l’installazione della console. Così facendo nella finestra Esegui dovreste in definitiva avere il seguente comando:

D:\i386\winnt32.exe /cmdcons


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Da notare lo spazio che separa le due parti del comando. Avremmo potuto direttamente scrivere l’intero comando ed ottenere lo stesso risultato. Scegliete voi la strada che preferite.

Una volta scritto il comando premete Invio ( o il tasto OK nella finestrella ) e l’installazione della Console di Ripristino inizierà. Il processo è molto semplice.


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Premendo Sì nella prima finestra il programma cercherà di collegarsi ad Internet per cercare versioni aggiornate del software.Successivamente cliccate su Avanti fino al termine dell’installazione.


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Avete così installato la Console di Ripristino nel vostro hard disk. In questo modo ora all'avvio del PC comparirà la schermata di selezione del sistema operativo che volete caricare. La schermata sarà molto simile a quella di seguito:


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Se non effettuate nessuna selezione entro un certo periodo ( 30 secondi è il valore predefinito ) viene caricato il sistema operativo di default. Può risultare quindi comodo impostare un sistema operativo particolare perchè sia considerato quello di default. Per fare questo da Windows XP possiamo andare su proprietà di Risorse del Computer, passare alla scheda Avanzate e cliccare su Impostazioni nella sezione "Avvio e ripristino" della scheda. Comparirà una nuova finestra e dal menù a discesa in alto potremo selezionare il sistema operativo predefinito.


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Come ultimo appunto ricordiamo che la Console viene installata nella cartella

C:\Cmdcons

che è una cartella di sistema nascosta ( C rappresenta la lettera di unità dove è installato il vostro sistema operativo ).




I comandi

La Console di Ripristino mette a disposizione una serie di comandi per seguire varie operazioni, alcune molto semplici altre più complesse. Per avere una lista completa dei comandi disponibili basta digitare

help

e premere Invio. A questo punto avrete davanti una schermata simile a questa:


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Vi riassumiamo di seguito i comandi disponibili con una breve descrizioni della loro funzione:

attrib: consente di modificare gli attributi di un file o di una cartella

batch: permette di eseguire una serie di comandi specificati all’interno di un file di testo. In questo modo è possibile preparare dei file ad hoc per eseguire operazioni predefinite senza dover immettere ogni volta i comandi uno ad uno.

bootcfg: con questo comando è possibile configurare l’avvio di sistema. E’ quindi possibile aggiungere o rimuovere le installazioni di Windows. Spiegheremo nel dettaglio l’uso di questo comando più avanti nel corso dell’articolo

cd: il comando cd è l’equivalente del comando cd del DOS e si usa quini per passare da una cartella all’altra. C’è però una restrizione in quanto la Console di Ripristino permette l’accesso solo alla cartella principale di tutte le partizioni, alla cartella dell’installazione di Windows corrente e alle sue sottocartelle e ai supporti rimovibili.
chdir: stesso funzionamento del comando cd

chkdsk: questo comando effettua una scansione dell’unità selezionata. E’ possibile utilizzarlo anche per tentare il ripristino dei settori danneggiati

cls: cancella il contenuto dello schermo

copy: permette di copiare un file da una posizione all’altra. Come per il comando cd anche copy ha delle restrizioni ed infatti il file di origine deve essere contenuto in un supporto rimovibile, in una directory principale di una delle partizioni del disco, nella cartella dell’installazione di Windows corrente o in una delle sue sottocartelle oppure nella cartella Cmdcons. La destinazione ha le stesse restrizioni ma in più non può essere un supporto rimovibile.

del: consente di eliminare un file

dir: permette di visualizzare il contenuto di una cartella ( file e sottocartelle presenti nella directory corrente )

disable: con questo comando è possibile disabilitare il caricamento di un servizio o di un driver di sistema. Per visualizzare i driver e i servizi che è possibile disabilitare usare il comando listsvc

diskpart: questo comando server per creare o eliminare partizioni dalle unità disco collegate al PC.

enable: consente di abilitare un servizio o un driver disponibile per l’installazione di Windows corrente impostando anche il tipo di avvio. E’ possibile usare il comando listsvc per avere una lista dei driver e dei servizi disponibili

exit: chiude la console di ripristino di emergenza e riavvia il PC.

expand: questo comando consente di espandere un file.

fixboot: questo comando è utilizzato per ripristinare il settore di avvio di una partizione. Per maggiori informazioni vedere questa pagina della guida

fixmbr: questo comando è utilizzato per ripristinare il record di avvio principale di un hard disk. Per maggiori informazioni vedere questa pagina della guida

format: permette di formattare un’unità indicandone la lettera ed il file system ( FAT, FAT32 o NTFS )

help: visualizza la lista completa dei comandi supportati dalla console oppure le informazioni specifiche di un comando particolare

listsvc: questo comando visualizza una lista dei servizi e dei driver disponibili per l’installazione di Windows corrente ed il tipo di caricamento previsto per ognuno di essi. Si utilizza in combinazione con i comandi disable o enable.

logon: lista tutte le installazioni di Windows presenti nel PC e consente poi di selezionarne una e di accedervi indicando la password di amministrazione. Utile per lavorare su diverse installazioni di Windows senza riavviare la console.

map: il comando map visualizza le unità disco collegate al pc, le unità rimovibili ( lettori CD/DVD, lettori floppy, ecc.. ) indicando il percorso della periferica utilizzato dal sistema operativo. La lista presentata dal comando specifica anche le varie partizioni specificando dimensioni e tipo di file System. Utilizzando il comando map arc i percorsi delle periferiche verranno visualizzati usando la notazione ARC Name Path Convention ( ARC è l’acronimo di Advanced RISC Computing ). Potete trovare maggiori informazioni su questa notazione a questa pagina

Ecco un esempio dell'output di questo comando:


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more: visualizza il contenuto di un file di testo

set: è possibile utilizzare questo comando per visualizzare o modificar il valore di quattro variabili d’ambiente con valore di default uguale a FALSE. Per maggiori informazioni sull’uso di questo comando vedere la pagina ULTIMA PAGINA DELLA GUIDA

rd: rimuove una cartella. Sottostà alle restrizioni del comando del

ren: serve per rinominare un file. Anche questo comando sottostà alle restrizioni del comando del

rename: stessa funzione di ren

rmdir: stessa funzione di rd

systemroot: imposta la cartella di lavoro corrente alla cartella dell’installazione di Windows sulla quale si sta lavorando

type: visualizza il contenuto di un file di testo ( equivalente di “more” )

In seguito nell'articolo spiegheremo l’utilizzo nel dettaglio dei comandi più importanti per eseguire le operazioni di emergenza sul PC. Per avere comunque un aiuto sul funzionamento o sulle modalità di utilizzo di un certo comando potete digitare

help nome_comando

e vi sarà data una breve descrizione del comando voluto. Altra documentazione la potete trovare sul sito della Microsoft a questo indirizzo.





Problemi di avvio di Windows – Il master boot record e i settori di avvio

Spesso i problemi di avvio del PC possono essere dovuti al danneggiamento o alla corruzione del Master Boot Sector ( MBR, in breve ) o del settore di avvio della partizione in cui è contenuto il sistema operativo.

Per MBR si intende il primo settore ( un settore ha le dimensioni di 512 byte ) di ogni hard disk. In questo primo settore è contenuta una piccola quantità di codice eseguibile e la tabella delle partizioni dell’hard disk. All’avvio del PC il BIOS controlla nell’ordine specificato nella sua configurazione le varie unità alla ricerca di un sistema bootabile. Quando legge il MBR il BIOS individua nella tabella delle partizioni quella segnata come avviabile e carica il boot sector ( il settore di avvio ) di questa partizione. Il settore di avvio a sua volta conterrà un altro boot loader ( per esempio quello di Windows ) che sarà poi in grado di avviare uno dei sistemi operativi installati nel PC.

Dopo questa breve descrizione del funzionamento dell’avvio di un sistema operativo si capisce abbastanza facilmente che i problemi nel caricamento in cui possiamo incappare saranno con buona probabilità dovuti al danneggiamento del MBR o del settore di avvio di una delle partizioni dell’hard disk.

La Console di Ripristino mette a disposizioni due importanti strumenti per correggere questi problemi.

Il comando

fixmbr nome_periferica

permette infatti di ripristinare il record di avvio principale della periferica specificata ( se non viene specificata nessuna periferica viene ripristinato il MBR della periferica di avvio ). Potete come sempre utilizzare il comando

map

per visualizzare i nomi delle periferiche collegate al PC. Un esempio di uso del comando può essere

fixmbr \device\harddisk1

Se durante l’esecuzione il comando rileva che la tabella delle partizioni è danneggiata o non valida viene richiesta la conferma da parte dell’utente per procedere. In questo caso continuare l’esecuzione potrebbe provocare l’inaccessibilità delle partizioni e la perdita conseguente dei dati.

Invece il comando

fixboot unità

è in grado di ripristinare il settore di avvio ( boot sector ) dell’unità specificata ( se non viene specificato nulla verrà presa in considerazione l’unità sui cui si è attualmente loggati nella console di ripristino.

Un esempio di uso del comando può essere

fixboot c:

Nel settore di avvio solitamente viene installato il bootloader. Utilizzando fixboot viene soprascritto il bootloader ( per esempio GRUB o LILO = precedentemente installato con quello di Windows.

Il bootloader di Windows si appoggia su due file di sistema contenuti nella cartella principale della partizione. Si tratta di

NTLDR

e

NTDETECT.COM

Il bootloader è in grado di segnalare la mancanza o il danneggiamento di questi due file.


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Per poterli ripristinare è possibile utilizzare ancora la Console di Ripristino con esecuzione da CD. Avviate la console e scrivete il seguente comando:

copy d:\i386\NTLDR c:

dove d: è l’unità del lettore CD d c: è l’unità in cui siete loggati in questo momento. Con questo comando copierete il file NTLDR nella cartella principale della partizione avviabile. Per il file NTDETECT.COM il procedimento è lo stesso:

copy d:\i386\NTDETECT.COM c:


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Problemi di avvio di Windows – Riparare il file boot.ini

Il file boot.ini, contenuto nella cartella principale della partizione di avvio del PC, è uno dei componenti fondamentali del boot loader di Windows, ovvero quel programma che permette il caricamento del sistema operativo o di più sistemi operativi se il nostro PC presenta una configurazione multi-boot.

Qui sotto trovate un'immagine che mostra un tipico file boot.ini di un sistema con Windows XP e la Console di Ripristino installati.


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Se il file è mancante o danneggiato con molta probabilità il nostro sistema operativo ( o i nostri sistemi se sono più di uno ) avrà dei problemi di caricamento nel senso che non saremo in grado di avviarlo.

Per rimediare la console di ripristino ci mette a disposizione un utile strumento: il comando bootcfg.

Con questo comando saremo in grado di ricostruire il file di avvio a seconda delle varie installazioni di Windows disponibili nel PC. Si faccia attenzione al fatto che se il file boot.ini è mancante o danneggiato sarebbe impossibile avviare la console di ripristino dall’hard disk in quanto questo tipo di avvio necessita appunto delle informazioni contenute nel suddetto file. Sarà quindi necessario utilizzare l’avvio tramite il CD di installazione di Windows XP.

Detto questo approfondiamo la nostra conoscenza del comando bootcfg. Come altri comandi presenta degli “switch”, ovvero dei parametri di funzionamento da inserire dopo il comando, che permettono di eseguire operazioni diverse. Scrivendo infatti semplicemente bootcfg la console ci mostra solamente le varie opzioni del comando ed il modo di utilizzo che sono:

bootcfg /scan
bootcfg /add
bootcfg /rebuild
bootcfg /list
bootcfg /disableredirect
bootcfg /redirect [porta baudrate] | [useBiosSettings]


Il comando

bootcfg /list

fornisce semplicemente una lista delle installazioni di Windows attualmente configurate nel file boot.ini.

Usando il parametro /scan il comando esegue una scansione di tutti gli hard disk alla ricerca delle varie installazioni di Windows presenti e mostra a schermo i risultati della scansione.

Una volta effettuata la scansione possiamo aggiungere alla lista dei possibili sistemi operativi da avviare utilizzando

bootcfg /add

Dando questo comando la console ci mostra i risultati della scansione listando le varie installazioni di Windows presenti nel PC affiancate da un numero progressivo. Inseriamo il numero dell’installazione di Windows che vogliamo inserire e premiamo Invio. Ora ci viene chiesto di inserire un identificatore per l’installazione che vogliamo aggiungere. Per identificatore si intende il nome che verrà poi visualizzato nella lista dei sistemi operativi avviabili nel menù del boot loader di Windows quindi è opportuno che sia un nome significativo. Nel nostro caso abbiamo inserito Windows XP Professional. Premiamo Invio e stavolta ci viene chiesto se vogliamo immettere delle opzioni di caricamento. Inseriamo n ( che sta per “no” ) e premiamo Invio. Abbiamo così aggiunto una nuova installazione di Windows al file boot.ini. Potete verificare il corretto funzionamento dell’installazione uscendo dalla console ( tramite il comando exit ) e riavviando il PC.

Questa schermata mostra una sessione con l'utilizzo del comando bootcfg per modificare il file boot.ini.


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Un altro modo per ottenere lo stesso risultato è quello di usare il comando

bootcfg /rebuild

utile se dobbiamo aggiungere più di un’installazione. Il comando è del tutto simile e si differenzia dal fatto che permette di aggiungere direttamente tutte le installazioni senza dover digitare il comando con il parametro /add tutte le volte. Il comando bootcfg /rebuild è indispensabile però se per esempio il file boot.ini non è più esistente o è danneggiato in quanto il suo utilizzo lo ricrea o eventualmente lo sovrascrive.

Se abbiamo installato più sistemi operativi nel PC all’avvio si presenterà una schermata che consentirà di selezionare il sistema che vogliamo avviare. La schermata consente un certo tempo per la selezione e se il tempo trascorre parte automaticamente il sistema operativo di default. Possiamo impostare il sistema di default con il comando

bootcfg /default

Il comando mostrerà una lista dei sistemi attualmente configurati nel file boot.ini e richiederà all’utente di inserire il numero del sistema operativo di default ( le varie installazioni sono listate con un numero a fianco ).

Il comando

bootcfg /redirect porta baudrate

serve per reindirizzare l’output del boot loader e l’input da tastiera su una porta seriale specificata e ad una velocità specificata. Un esempio è:

bootcfg /redirect com1 115200

oppure

bootcfg /redirect useBiosSettings

dove in questo caso il sistema utilizzerà le impostazioni definite nel BIOS. Per disabilitare la redirezione si usa il comando

bootcfg /disableredirect

Questi ultimi comandi servono solo nel caso volessimo effettuare amministrazione "headless" del PC ovvero amministrazione di un PC senza l’utilizzo di una tastiera e di uno schermo ma questo esula dalle tematica di questa guida.




Console di Ripristino oltre il limite

Leggendo l’articolo qualcuno potrebbe dire che le restrizioni della console sui percorsi e sulle cartelle che si possono visualizzare sono troppo restrittivi e che sarebbe utile avere più libertà. Con molta probabilità questi limiti sono stati imposti per impedire all’utente della Console di provocare problemi ancora più gravi di quelli che si sta cercando di risolvere. Ma l’utente avanzato, conscio dei possibili rischi, potrebbe comunque volere maggiore libertà di azione. Per questo alla Microsoft hanno predisposto un modo per abbattere alcuni dei limiti che sono attivati di default.

La Console dispone di un comando, il comando SET, che è possibile utilizzare per visualizzare o modificare il valore di quattro diverse variabili d’ambiente della Console. Queste sono le variabili accompagnate da una breve descrizione della loro funzione:

allowwildcards: permette l’utilizzo di wildcard ( caratteri jolly ) in alcuni comandi ( per esempio del *.bak )
allowallpaths: permette di utilizzare il comando cd per accedere a tutte le cartelle in tutti i dischi
allowremovablemedia: permette di copiare file dal disco rigido ad un floppy disk o altri supporti rimovibili
nocopyprompt: permette di copiare file senza richiedere ogni volta la conferma quando si sta per sovrascrivere un file

“Perfetto!” direte voi. Si, perfetto; il problema è che quando si cerca di utilizzare il comando SET per assegnare un nuovo valore a queste variabili d’ambiente compare questo avviso e la modifica non viene effettuata:

Il comando SET è attualmente disabilitato. SET è un comando opzionale della console di ripristino di emergenza che può essere abilitato soltanto utilizzando lo snap-in Analisi e configurazione della protezione.

Questo avviso ci informa che il comando SET deve venire abilitato prima di essere utilizzato. Ed ecco la procedura per farlo:

1) Accedete a Pannello di Controllo
2) Fate doppio click su Strumenti di Amministrazione e successivamente su Criteri di Protezione Locali
3) Dalla categoria Opzioni di protezione contenuta in Criteri locali individuate il criterio Console di Ripristino di Emergenza. Consente la copia di dischi floppy a tutte le unità e cartelle


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4) Cliccate due volte sul criterio e attiviamolo.
5) Premete OK e chiudete Impostazioni protezione locale

Ecco fatto. Ora potrete impostare le variabili d’ambiente al valore TRUE e andare oltre alle restrizioni normalmente abilitate.




Conclusioni

Siamo giunti alla fine anche di questo articolo. Abbiamo imparato ad usare un utile strumento offerto da Windows per recuperare il sistema in seguito a dei problemi relativi all’avvio oppure alla corruzione o perdita di qualche importante file di sistema o altre situazioni di emergenza.
Speriamo che questa guida possa aiutarvi a ricorrere meno spesso alla “soluzione finale”: la formattazione del PC e la reinstallazione del sistema operativo.

Alla prossima!




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