 UN' OCCHIATA A WINDOWS CODE NAME LONGHORN BUILD 5048
Introduzione
Mancano ancora parecchi mesi all’avvento del nuovo sistema operativo di casa Microsoft, conosciuto attualmente con il nome in codice di Windows Longhorn, al momento fissata verso la fine del 2006. Questa non è la prima volta che UpYou mette alla prova questo sistema operativo. Già in questo articolo pubblicato l’anno scorso avevamo analizzato una delle prime build disponibili per i test ( si trattava della build 4074 ) integrando l’articolo con alcune informazioni relative alle varie tecnologie che sarebbero state integrate nella versione finale e che in parte lo già in quella prima bozza. Oggi abbiamo sotto mano l’ ultima versione di Longhorn disponibile, la build 5048, che Microsoft ha presentato il mese scorso al WinHEC 2005. In questo articolo analizzeremo quanto è stato fatto e quanto ancora manca, le nuove funzioni e le prestazioni generali attuali ( ovviamente non del tutto esatte in quanto c’è una chiara mancanza al momento attuale, come è logico che sia, di driver specifici per questo sistema operativo ). Buona lettura!
Per chi volesse approfondire molte delle tematiche legate a Longhorn consiglio di leggere il nostro articolo: Anteprima di Windows Code Name Longhorn
L’installazione
Il primo passo per cominciare questa nostra avventura con Windows Longhorn build 5048 consiste ovviamente con l’installazione dello stesso sulla nostra postazione di test. Elenchiamo, per completezza ma anche per consentire dei confronti, le caratteristiche del sistema su cui è stata effettuata l’installazione:
| Caratteristiche del sistema desktop |
|---|
| CPU | AMD Athlon XP 1200 | | Scheda Madre | ASrock K7S8X R3.0 | | Memoria RAM | 256MB DDR 266Mhz | | Scheda Video | Point Of View GeForce 4 Ti 4200 | | Hard Disk | Maxtor 40 GB 7200 RPM | | Audio | SI7012 ( integrato ) | | Unità Ottica | Plextor PlexWriter 16/10/40A |
Inoltre per ulteriori test abbiamo utilizzato anche un portatile ACER Travelmate 292LMI dalle seguenti caratteristiche:
| Caratteristiche del sistema portatile |
|---|
| CPU | Intel Pentium M 1.5Ghz | | Chipset | Intel 855PM | | Memoria RAM | 512MB DDR 333Mhz | | Scheda Video | ATI Mobility Radeon 9700 / 64MB VRAM | | Hard Disk | 40 GB | | Audio | Codec Realtek Ac’97 ( integrato ) | | Unità Ottica | TOSHIBA ODD/DVD SD-R6372 |
A questo punto possiamo veramente iniziare. Una volta inserito il DVD di installazione nel lettore ( ebbene sì, al momento attuale, e probabilmente anche per la versione finale, il sistema operativo è contenuto all’interno di un DVD anche se le dimensioni superano di poco gli 800 MBytes ) compare la schermata che potete vedere qui sotto e che ci dà due possibili scelte: installare il sistema operativo Windows Longhorn o leggere il readme con le note di rilascio. Ricordiamo che l’installazione è stata eseguita da Windows, almeno nelle fasi iniziali, e non avviando il computer con boot dal lettore DVD. Come potete vedere il sistema è in inglese ma questo è del tutto normale per delle versioni intermedie; la traduzione verrà effettuata solo alla fine del lavoro.
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Naturalmente scegliamo di installare il sistema operativo e veniamo condotti a quest’altra schermata:
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Già da queste prima schermate notiamo che è stata fatta una scelta di stile rispetto a Windows XP: in Longhorn il colore dominante sembra essere il nero mentre per Windows XP è il blu; una scelta che vedremo tornare poi anche nell’interfaccia vera e propria del sistema operativo. Naturalmente anche dal lato funzionale l’installazione è cambiata. Ora, sia per quanto riguarda l’installazione tramite boot da DVD che da Windows, il setup si presenta esteticamente più elegante e nel contempo più user-friendly, soprattutto con un occhio a coloro che non hanno molta pratica con l’installazione di sistemi Windows. Infatti in ogni schermata dell’installazione si trova un piccolo pulsante a forma di punto di domanda che se premuto fa comparirà una piccola finestrella che permette all’utente di ottenere informazioni di supporto sulle operazioni in corso. Vedremo poco più avanti nell’articolo degli altri spunti interessanti sull’installazione.
Procedendo con il setup arriviamo al prompt della chiave di accesso:
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Naturalmente inseriamo la chiave corretta e continuiamo senza indugi verso la schermata che presenta il modulo per l’accettazione della licenza.
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Anche in questo caso procediamo convinti selezionando la prima opzione e veniamo condotti alla schermata successiva dalla quale è possibile selezionare se effettuare un’installazione “pulita”, ovvero da zero, oppure un aggiornamento del sistema operativo precedentemente installato.
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Quest’ultima opzione non è però realmente utilizzabile in quanto la procedura è in grado di effettuare l’aggiornamento solo da versioni di Microsoft Windows Longhorn build 5019 o superiori, versioni probabilmente disponibili solo internamente a Microsoft. Selezioniamo quindi “Clean Install”.
Ecco la schermata successiva.
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Si tratta semplicemente di una schermata riassuntiva dei vari settaggi principali dell’installazione: percorso di installazione, nome del computer, account utente, lingua, formato della tastiera e fuso orario. Al momento solo le prime due opzioni sono impostabili ma è logico aspettarsi che nella versione finale non sarà così. Colgo l’occasione per ricordare che quanto vedete ora in queste immagini potrebbe non rispecchiare il Windows Longhorn che vedrete, forse, a fine 2006. Infatti anche noi abbiamo potuto vedere come molto sia cambiato dalla build 4074, anche nel solo setup.
Vediamo nel dettaglio la schermata relativa alla selezione della partizione di installazione:
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Si presenta con un’interfaccia pulita e funzionale questa porzione del programma di installazione. E’ possibile eseguire tutta una serie di operazioni sulle partizioni già presenti nel vostro hard disk ( o nei vostri hard disk se ne avete più di uno ) come estendere una partizione, crearne una nuova o cancellarla oppure ancora è possibile formattare una partizione esistente. L’unico File System utilizzabile è NTFS ovvero non è possibile installare Longhorn sù di una partizione basata su FAT32. Per concludere facciamo un appunto sul pulsante Load Driver che dovrebbe servire per installare i driver necessari per l’utilizzo di hard disk montati su particolari controller; il problema è che la funzione ancora non è stata implementata correttamente e la pressione del pulsante suddetto provoca la “morte” del processo di installazione.
Per completezza includiamo anche uno shot della schermata che consente anche la modifica del nome del computer.
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Abbiamo quindi concluso la parte iniziale dell’installazione. Cliccando su Continue apparirà una schermata che informa l’utente che è in corso il processo di raccolta delle informazioni del sistema e della copia dei file necessari per l’installazione.
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L’intero processo è durato circa 15 minuti dopo di che il computer è stato riavviato ed è iniziata la seconda parte del setup in cui il sistema operativo è stato effettivamente installato. Questa seconda parte del processo è durata circa 30 minuti alla fine dei quali il computer era a nostra disposizione per i primi test del sistema operativo. Come tempi di installazione al momento siamo sui 30-45 minuti, almeno con macchine attuali, ma c’è stato sicuramente un miglioramento rispetto alla precedente build 4074.
Prime impressioni
Adesso che abbiamo completato l’installazione possiamo finalmente avviare la copia di Longhorn fresca di setup. L’avvio non è particolarmente veloce ma era chiaro aspettarselo. La primissima impressione è di avere davanti Windows XP SP2 con un tema grafico diverso ma subito ci si rende conto che qualcosa effettivamente è cambiata. Prima di addentrarci alla scoperta dell’ultimo parto di casa Microsoft ci prendiamo qualche minuto per installare tutti i vari driver ed i programmi essenziali. La maggior parte dei driver era stata installata automaticamente durante il setup del sistema operativo. Abbiamo installato solo gli ultimi driver per la scheda video ( capirete poi il perché ) e per l’audio integrato. Ovviamente non c’è da aspettarsi che tutte le periferiche al momento compatibili con Windows XP funzionino anche su Longhorn.
Ecco come si presenta il desktop dopo le prime impostazioni ( lo sfondo è quello di default ):
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Andiamo con ordine ora e analizziamo le varie novità introdotte partendo dal menù Start ( il vecchio Avvio ). In questa foto potete vedere come sia effettivamente stato cambiato:
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Quando viene aperto si presenta effettivamente come il menù Start di Windows XP a parte per la presenza di una textbox in basso a sinistra di cui spiegheremo poi la funzione e per le dimensioni un po’ più sviluppare in altezza. A destra troviamo la lista dei programmi più usati sotto la quale è ancora presente il pulsante “All programs” ( “Tutti i programmi” su Windows XP ). Quello che è diverso è ciò che succede una volta che si clicca su quest’ultimo pulsante. Invece che aprirsi un menù di una o più colonne, a seconda della quantità di programmi installati, che va a sovrapporsi al menù Start stesso, l’elenco dei programmi viene visualizzato nella parte sinistra al posto della lista dei programmi più usati con una barra di scorrimento laterale se necessaria. Cliccando su di una cartella questa viene “esplosa” e il suo contenuto viene visualizzato nello stesso stile del menù laterale “Cartelle” di Windows XP. Sinceramente la nuova struttura del menù avvio ci ha lasciati spiazzati anche perché allo stato attuale non è possibile scegliere se utilizzare il menù avvio standard alla Windows XP. Il comfort di utilizzo della nuova soluzione è comunque buono ma lascia anche dei dubbi: i nomi dei programmi, se sono troppo lunghi, vengono troncati, rendendo a volte più complicata la ricerca degli stessi. Torniamo ora alla casella di testo. Una volta aperto il menù Start il cursore di scrittura si posiziona automaticamente all’interno della stessa. Scrivendo del testo applichiamo una selezione sul nome del programma ai programmi al momento visibili. Un esempio: se l’utente scrive “media” dalla lista visualizzata verranno eliminati tutti i programmi che non contengono nel loro nome la stringa “media”. In questo caso probabilmente troverete Windows Media Player in un battibaleno. Questa caratteristica è particolarmente apprezzabile per velocizzare le ricerche se avete molti programmi ma, come vedremo, sarà disponibile anche in altre situazioni.
Vediamo ora come è cambiata l’interfaccia di “explorer”. L’immagine seguente è tratta dalla cartella “Computer” ( l’equivalente attuale di “Risorse del computer” ):
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Come potere notare ci sono alcune differenze peculiari. Innanzitutto potete notare la grafica, caratterizzata dall’uso elegante dei toni scuri del nero e del grigio affiancati a sfumature più chiare degli stessi e all’uso di effetti di cromatura. Sicuramente uno stile meno “da parco giochi” rispetto al tema blu di Windows XP ( Ricordiamo che al momento Windows Longhorn mette a disposizione questo solo tema anche se, come vedremo poi, con qualche trucchetto si riesce a cambiare qualcosa ). Le barre superiori sono state un pochino rivoluzionate nella disposizione dei pulsanti ( come potete vedere i pulsanti Avanti/Indietro sono stati spostati più in alto ) come anche nella scelta di quelli di default ( non è presente per esempio il pulsante “Livello Superiore” ). Guardando alla parte sinistra dello schermo vediamo che è scomparsa anche la barra delle attività il cui contenuto è stato diversamente disposto altre zone. Le informazioni sul file o sui files selezionati sono state spostate al di sotto in quella che è immaginabile come un’estensione della normale barra di stato mentre le possibili attività sono state posizionate in una barra apposita al di sotto della barra degli strumenti ( nell’immagine precedente è la barra con i pulsanti “View system information” e “Add or remove programs” ). Infine, anche se probabilmente è la cosa che risalta più all’occhio, da apprezzare il lavoro fatto con le nuove icone, davvero molto carine. Peccato che come succede a volte con Windows XP, ancora molte icone siano presenti nel vecchio stile di Windows 98 o ME, cosa che stona particolarmente. Speriamo che alla Microsoft stavolta facciano un piccolo sforzo per dare un po’ di uniformità anche in questo senso.
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Abbiamo inserito nell’articolo ‘immagine qui sopra in quanto rappresenta in modo abbastanza chiaro l’uso di due nuove funzioni dell’interfaccia. Come avrete sicuramente notato nell’immagine precedente in alto a destra era presente una casella di testo con all’interno la scritta “Type to search”. Ricordate quanto detto sulla casella di testo introdotta nel menù Start? Bene allora, perché questa svolge esattamente la stessa funzione con la sola differenza che la seleziona viene fatta sui file presenti nella cartella in cui siete posizionati attualmente. Abbiamo trovato molto utile questa funzione specialmente nel caso di cartelle con molti file per recuperare velocemente un certo file o ancora per trovare tutti gli MP3 di un certo artista nella vostra collezione senza dover aprire una ricerca. L’altra funzione di cui parlavamo è la nuova barra degli indirizzi; in questa immagine potete vedere come per ogni sottocartella del percorso che identifica la posizione della cartella attuale viene visualizzata a lato una freccia. Cliccando su tale freccia appare un menù che permette di selezionare una delle altre cartelle che appartengono al livello corrispondente a quello della cartella individuata dalla freccia. Abbiamo trovata questa modifica alla barra degli indirizzi molto utile rispetto alla precedente in quanto permette spostamenti veloci tra le varie cartella presenti lungo un determinato percorso senza la necessità di passare attraverso tutte le stesse ed in un certo qual modo rendendo poco utile la presenza del pulsante “Livello superiore”.
Con una rapida carrellata vediamo ora come cambia l’interfaccia in presenza di cartella con contenuto specifico di immagini o file multimediali:
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Riguardo a queste due diverse situazioni notiamo che l’interfaccia si adatta per mostrare adeguatamente il contenuto e per renderne l’esplorazione più confortevole. Notiamo come Windows Longhorn suddivide automaticamente le foto in base al mese e anno di creazione e come suddivida in base all’autore i file musicali.
Procedendo nella nostra serie di screenshot arriviamo alla nuova visualizzazione del pannello di controllo:
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Dall’immagine si vede chiaramente come la visualizzazione delle icone sia cambiata rispetto a Windows XP anche se non così tanto a guardar bene. Le varie sezioni sono suddivise in categorie a seconda dell’ambito. In questo modo il pannello di controllo risulta più facile da utilizzare per l’utente meno smaliziato ma può risultare un po’ troppo confusionario per via del numero di icone e collegamenti per altri. Secondo il mio parere strettamente personale preferisco la visualizzazione classica che comunque è selezionabile agevolmente dalla barra laterale.
Abbiamo percorso attraverso queste immagini un cammino attraverso le novità dell’interfaccia di Longhorn. Per lo meno quelle visibili…. Se avete letto il nostro articolo precedentemente pubblicato a questo indirizzo o se avete anche solo visto immagini d Longhorn tratte da build precedenti, ricorderete la presenza di una barra laterale a destra che serviva come da contenitore per piccole applicazioni come Previsioni Meteo o Calendario o ancora Orologio. Dove è finita vi sarete chiesti! E’ la stessa domanda che ci siamo fatti noi assieme a diverse altre relative ad altri componenti dell’interfaccia che avevamo trovato nella build 4074 come la nuova versione dell’orologio, lo switch tramite Alt-Tab per passare da un’applicazione all’altra modificato oopure ancora degli altri effetti grafici. In parole povere, che fine ha fatto Aero?
La risposta più semplice che possiamo dare a questa situazione riguarda il fatto che alla Microsoft abbiano pensato, con questa build, ad una ricerca della maggior stabilità operativa ed all’inserimento di alcune nuove funzioni piuttosto che all’abbellimento dell’interfaccia grafica. Resta comunque il fatto che tutto il lavoro realizzato precedentemente non può essere stato semplicemente rimosso, anche se la sensazione è quella. Ma qualcosa di nascosto c’è…
DWM
DWM sta per Desktop Windows Manager, meglio conosciuto precedentemente come DCE. Si tratta di una porzione del sistema operativo adibita alla gestione della visualizzazione delle finestre. Questa componente di Longhorn è di default disabilitata ma è possibile aggirare la disabilitazione attivando il relativo servizio di sistema ( User Experience Session Management Service ) e inserendo alcune specifiche chiavi nel registro. Quello che si ottiene lo potete vedere voi stessi dalle prossime immagini. Ecco qui:
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Nella prima immagine potete vedere chiaramente un fotogramma della sequenza di transizione che precede l’apertura di una finestra realizzata in trasparenza. Mentre nell’immagine sottostante potete notare l’applicazione dell’effetto di scaling alla finestra della classica calcolatrice di Windows. Quest’ultimo effetto è un pochino macchinoso da ottenere al momento e non è chiaro ancora come Microsoft intenda implementarlo in maniera funzionale all’interno dell’interfaccia. Come ultima osservazione potete notare anche l’effetto di trasparenza applicato alla barra del titolo delle finestre e ai loro bordi oltre che il diverso stile e look dei pulsanti di chiusara, ingrandimento e riduzione ad icona.
Naturalmente non è tutto rose e fiori. Una volta attivato il servizio specifico per abilitare DWM una finestre d’avviso informa l’utente che per un corretto utilizzo di DWM il sistema necessita di una scheda video Nvidia GeForce FX 5900 oppure di una ATI Radon 9800. In pratica l’uso degli effetti aggiuntivi sarebbe consigliato solamente su sistemi dotati di schede grafiche che supportano completamente le librerie DirectX 9.0. Nonostante questo noi abbiamo testato DWM su due macchine differenti, un portatile con una Mobility Radon 9700 ed un PC desktop dotato di una GeForce 4 Ti 4200. Con il portatile non ci sono stati particolari problemi, gli effetti erano abbastanza fluidi a parte con le finestre più grandi e complesse mentre con il PC desktop si sono notati vistosi rallentamenti nell’apertura delle finestre ed in generale dell’intero sistema operativo. La differenza è ovviamente da imputare al supporto nativo per il chip Radon 9700 alle librerie DX 9.0.
Ricerca
Una delle caratteristiche più apprezzate tra quelle di cui era prevista l’introduzione in Longhorn era il nuovo file system WinFS che avrebbe dovuto rendere più agevole e veloce la ricerca ed il recupero di informazioni, file, email, contatti, allegati, documenti, ecc dal proprio hard disk attraverso l’indicizzazione dei file e la memorizzazione degli stessi sfruttando le tecnologie dei database relazionali. Purtroppo, nel corso dello sviluppo di Longhorn, Microsoft ha deciso di distaccare WinFS dal nuovo S.O. per renderlo disponibile successivamente al rilascio attraverso magar un Service Pack. I motivi sono da ricercarsi per lo più nelle difficoltà di sviluppo nei tempi di un progetto tale e non per ultimo nella velocità del nuovo File System che in Longhorn build 4074 lasciava abbastanza a desiderare ( si parla comunque di versioni alpha del sistema operativo ).
Se WinFS non è più presente in Longhorn troviamo però una traccia dello stesso nel nuovo meccanismo di ricerca disponibile in Longhorn:
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L’immagine sopra rappresenta la nuova interfaccia di ricerca, raggiungibile tramite l’apposito pulsante del menù Start. Quello a cui ci troviamo di fronte è qualcosa di profondamente diverso da quanto presente su Windows XP, sicuramente più completo e anche notevolmente più veloce. L’interfaccia ci agevola l’operazione di ricerca fornendoci gli strumenti per realizzare ricerche secondo i criteri più disparati. Il pulsante “Add a filter” consente di inserire una o più condizioni AND o OR ( “E” oppure “O” logici ) alla nostra ricerca consentendoci di scremare i possibili risultati a seconda di criteri di dimensione, data di creazione, autore e altri ancora. Sicuramente una funzionalità implementata in maniera più soddisfacente rispetto a Windows XP, sia dal punto di vista operativo che dal punto di vista delle prestazioni.
Buona parte delle performance ottenute da questo strumento potenziato deriva dalla nuova funzione di indicizzazione. Se avete guardato con attenzione alcuni degli screenshot proposti avrete notato nella vaschetta ( la porzione della Barra delle Applicazioni in basso a destra che raccoglie tutte le iconcine dei vari programmi in background ) l’icona con l’immagine di una lente d’ingrandimento. Cliccandola appare questa schermata:
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Questa immagine rappresenta la finestra che contiene le opzioni di indicizzazione della funzionalità di Desktop Search che viene sfruttata in Longhorn. Se qualcuno di voi ha installato software come Google Desktop Search si accorgerà che una cosa molto simile è stata introdotta in Longhorn per migliorare la funzione ricerca. Tramite questa finestra è possibile avviare o fermare il motore di indicizzazione oppure selezionare le cartelle de indicizzare. Molto probabilmente nella versione finale saranno presenti ulteriori opzioni.
Programmi in dotazione
I programmi in dotazione con Windows Longhorn sono quelli che costituiscono la dotazione standard di Windows XP. Fondamentalmente i più importanti sono Windows Media Player 10 e Internet Explorer. Quest’ultimo viene identificato con il numero di versione di 6.0.5048 rispetto all’ultima versione per Windows XP, 6.0.2900, ma almeno all'apparenza, i contenuti rimangono gli stessi.
Niente di nuovo sotto il sole quindi su questo fronte.
Conclusioni
Siamo giunti alla conclusione di questo articolo. Abbiamo analizzato Windows Longhorn build 5048 sotto gli aspetti esteriori e funzionali, dal punto di vista dell’utente finale. Quello che abbiamo trovato è una release che poco ha a che vedere con l’ultima build resa pubblica da Microsoft, la 4074, e che introduce solo alcune piccole funzionalità comunque interessanti. Dal lato dell’interfaccia infatti la maggior parte dei nuovi effetti e dei nuovi componenti visti nella build 4074 sono scomparsi per far posto ad un tema estremamente simile a quello di Windows XP. A una prima occhiata sembra quindi di essere davanti ad una versione ritoccata nella grafica di Windows XP SP2 ma guardando bene si capiscono i veri scopi di questa build. Si tratta di una versione realizzata principalmente per gli sviluppatori di applicativi, uscita in tempi molto vicini a quelli del rilascio della beta di Visual Studio .NET 2005, e driver. Questi ultimi dovranno lavorare duro per permettere il corretto funzionamento di tutti i dispositivi con questo nuovo sistema operativo e, dal lato video, molto dovrà essere fatto per garantire il supporto completo a tutti i nuovi effetti grafici 3D che vedremo nella versione definitiva di Longhorn. Per questo anche il DWM “nascosto” fa pensare ad campo di test per nVidia e ATI per i loro prossimi driver.
La prossima release, stavolta beta 1, è prevista per la fine di Giugno. Arrivederci quindi al mese prossimo per un altro articolo, sempre se Microsoft rispetta le tempistiche.
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