Guida alla configurazione di un router Wi-Fi e di una rete wireless- Parte I

Pubblicato il 8/3/2005 19:30:00 | Sezione Guide



Introduzione

Per completare la nostra guida alla realizzazione di una rete LAN domestica ( la cui prima parte potete trovare a questo indirizzo )abbiamo pensato che sarebbe stato giusto includere anche una guida alla configurazione ed all’installazione di un router ADSL Wi-Fi, dispositivi che si stanno rapidamente diffondendo all’interno degli uffici, delle aziende e, perché no, anche delle nostre case.
In commercio se ne possono trovare di vari tipi e di varie fasce di prezzo che differiscono per i servizi disponibili e per le caratteristiche supportate. Per la nostra guida abbiamo scelto un modello medio adatto alle esigenze di un’utenza domestica e per un piccolo ufficio.
La guida riguarda particolarmente il collegamento di un router ADSL Wi-Fi ad una rete LAN con connessione ADSL tramite modem Ethernet ( il modem deve essere stato preventivamente configurato per la connessione ADSL ). Abbiamo anche voluto parlare delle varie modalità per realizzare una rete wireless sicura e di come configurare al meglio il router ( non solo Wi-Fi ) per permettere il corretto funzionamento delle applicazioni che richiedono una connessione alla rete o ad Internet.

Buona lettura!




Il router della nostra prova

Il modello scelto per la nostra prova è un Router DSL Wi-Fi 802.11g della Belkin con Switch incorporato. Vediamone in dettaglio le caratteristiche costruttive:

-1 porta WAN ( per connessione ad internet )
-4 porte LAN ( per la connessione di altri nodi tramite cavo )
-2 antenne
-1 indicatore acceso/spento
-1 indicatore per il funzionamento della modalità Wireless
-4 indicatori per il monitoraggio delle connessioni LAN
-1 indicatore per il monitoraggio della connessione WAN

Inclusi nella confezione, oltre al manuale ed al cd di installazione, c’erano naturalmente l’alimentatore e un cavo rete LAN.

Ecco di seguito una foto del dispositivo.



Passiamo ora alle specifiche tecniche del router:

-Supporto allo standard 802.11g
-Retrocompatibile con dispositivi 802.11b e 802.11a
-Velocità di trasmissione/ricezione fino a 54Mbps
-Frequenza di utilizzo 2.4Ghz
-Possibilità di collegare fino a 64 computer in Wireless
-Switch integrato Ethernet 10/100 base T con 4 porte
-Funzionalità NAT ed SPI
-Supporto alle tecnologie WPA e WEP per la sicurezza delle reti Wireless

Ovviamente la velocità di 54Mbps ( circa 6,75MBps ) è solo indicativa. La trasmissione dei dati via onde radio viene ostacolata da pareti o altre barriere e la potenza del segnale diminuisce con l’aumentare della distanza dalla sorgente di tale segnale. Nei nostri test infatti abbiamo raggiunto la massima velocità di 3MBps.

Il nostro router, come la maggioranza dei prodotti di questo tipo in commercio, è dotato di un pulsante di reset, premibile utilizzando un oggetto con punta fine, che serve per reimpostare la configurazione di fabbrica nel caso che le impostazioni inserite causino problemi di funzionamento.

Il modem della nostra prova

Per scrivere questa guida abbiamo utilizzato assieme al router il modem ADSL D-Link DSL 300T di cui potete vedere di seguito un’immagine.



Il modem è un modello di tipo Ethernet, modalità di connessione che consente una facile integrazione con un router come quello da noi usato.

La scheda WLAN della nostra prova

Per finire questa carrellata dei prodotti utilizzati per redarre questa guida non poteva mancare la scheda di rete WLAN utilizzata per tutti i test di connessione alla rete Wi-Fi. Si tratta di una scheda di rete integrata nel computer portatile ACER 292LMI con tecnologia Intel Mobile Centrino e il modello è Intel PRO/Wireless 2200BG. La scheda supporta sia la modalità wi-fi 802.11b sia 802.11g. I driver sono aggiornati all’ultima versione al momento disponibile ( 9.0.1.0 ) che sono scaricabili a questo indirizzo. Per le varie prove di configurazione abbiamo preferito utilizzare la funzione integrata in Windows XP SP2 per la gestione di reti senza fili invece che il tool Intel PROSet/Wireless fornito con i driver ( il motivo è solamente per distaccarci il più possibile dall’hardware e realizzare una guida più generale ).

Sul computer portatile è stato installato Windows XP SP2.




Installazione e collegamento

Come sempre cominciamo dall’installazione fisica del dispositivo anche se stavolta saremo meno “oppressi” da cavi vaganti e ci concentreremo di più sulla parte dedicata alla configurazione del dispositivo e della rete per permettere un corretto funzionamento della condivisione delle risorse e dei programmi.

Nota: data il numero non indifferente di soluzioni commerciali per le reti fornite dalle aziende è molto probabile che il vostro router sia differente da quello da noi utilizzato per questa guida. I principi di installazione e di configurazione saranno comunque molto simili per tutti i dispositivi. Se avete comunque delle domande particolari riguardo all’installazione o alla configurazione del vostro particolare modello non esitate a scrivere nel nostro forum.

Prendete allora il vostro router e posizionatelo in una zona non troppo distante dal server principale della vostra rete in modo che sia comunque raggiungibile con i cavi che avete a disposizione. Non collegatelo alla corrente elettrica fino a quando non avete terminato la fase di collegamento iniziale.
Da notare che è utile posizionare il router in modo che non ci siano pareti o altri ostacoli per il collegamento agli altri dispositivi wireless. Infatti tali ostacoli potrebbero limitare la velocità della connessione di rete.

Procedete quindi collegando un cavo di rete tra la scheda di rete del vostro computer centrale ad una delle porte LAN del vostro ruoter ed eseguite la stessa operazione per ognuno dei computer della vostra rete non dotati di dispositivi Wi-Fi ( se il numero di computer dovesse essere troppo elevato potrebbe rendersi necessario l'utilizzo di uno o più Switch).

A questo punto potete collegare con un altro cavo il vostro modem ADSL Ethernet alla porta contrassegnata dalla scritta WAN sul vostra router. Ora che abbiamo collegato i vari dispositivi possiamo ultimare l’installazione fisica collegando il router ed il modem alla corrente elettrica.

La seguente immagine mostra in maniera schematica quanto abbiamo appena descritto:






La configurazione iniziale

Occupiamoci ora della configurazione. Questa è la parte più difficile quindi prestate attenzione. Iniziamo con l’entrare nel pannello di configurazione del vostro router.
Solitamente questo tipo di dispositivi presenta un’interfaccia di controllo utilizzabile con un browser internet. Eseguite quindi il vostro browser ( se doveste avere problemi con browser come Opera, Firefox o altri vi consiglio di ripiegare su Internet Explorer ) e digitate l’indirizzo di rete del vostro router. Solitamente l’indirizzo è:

192.168.2.1

però potrebbe differire da modello a modello quindi consultate il manuale del vostro router nel caso abbiate problemi.

Una volta che avete effettuato l’accesso comparirà una schermata simile a questa ( cliccate per ingrandire ):


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E’ possibile che sia richiesta una password per accedere all’interfaccia di controllo. Consultate il manuale del vostro router per ulteriori informazioni.

NOTA: per ragioni di privacy abbiamo oscurato alcuni dettagli.

Vediamo ora in dettaglio come configurare al meglio il nostro router per ottenere un corretto funzionamento delle nostre applicazioni e avere un certo grado di sicurezza.

Come potete vedere dalla schermata sopra a sinistra c’è una sorta di menù laterale da cui è possibile accedere alle varie sezioni del pannello di configurazione. Partiamo quindi dall’inizio, dalla sezione LAN Setup.

Questa sezione comprende la schermata LAN Settings e DHCP Client List.


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La schermata LAN Settings è quella da cui configuriamo sostanzialmente la struttara della nostra rete. Il primo campo indica l’indirizzo IP interno del router ( l’indirizzo che il router avrà nella nostra rete ) e solitamente non dovrebbe essere modificato a meno di esigenze particolari. Il secondo campo è la subnet mask e anche questo nella maggior parte dei casi andrà bene così com’è ( per maggiori informazioni potete leggere, anche come complemento, la nostra guida alla crezione di una rete LAN che trovate a questo indirizzo). Tramite la terza opzione è possibile attivare o disabilitare la funzione DHCP Server. Approfondiamo un po’ l’argomento. Questa funzione consente al router di fornire ai computer ad esso collegati, sia con filo che in modalità wireless, un indirizzo IP dinamico insieme alle altre informazioni utili ai computer per utilizzare la connessione ad internet condivisa ( DNS primario e secondario, gateway, ecc.. ). Utilizzando tale funzione possiamo facilmente realizzare una rete LAN domestica o anche per un piccolo ufficio senza particolari sforzi anche se dovremo sopportare alcuni piccoli fastidi ( di questo parleremo in seguito ). Esaminiamo comunque entrambe le possibilità:

- DHCP Abilitato: Abilitando il DHCP dobbiamo solo ricordarci di configurare i dispositivi di rete dei vari computer collegati alla nostra LAN per “ricevere” gli indirizzi IP in modo automatico. Per fare questo basta raggiungere la cartella Risorse di Rete e accedere alla sezione Connessioni di Rete del nostro PC. A questo punto bisogna cliccare col tasto destro del mouse sull’icona rappresentante la connessione di rete LAN ( Connessione rete senza fili nel caso di collegamento Wi-Fi ) e selezionare Proprietà. Dalla scheda Generale individuate “Protocollo Internet (TCP/IP)”, selezionatelo e cliccate su Proprietà. Comparirà una nuova scheda nella quale dovrete impostare “Ottieni automaticamente un Indirizzo IP” e “Ottieni indirizzo Server DNS automaticamente”. Dopo aver compiuto queste semplici operazioni su tutti i computer interessati nel collegamento avrete sostanzialmente compiuto il grosso del lavoro. Se osservate la schermata precedente vedrete che al di sotto dell’opzione per attivare/disabilitare il DHCP vi sono altre due impostazioni molto importanti. “IP Pool Starting Address” ed “IP Pool Ending Address” indicano complessivamente il “range” ( la gamma ) di indirizzi IP che possono essere assegnati. Nell’esempio si va da 192.168.2.2 a 192.168.2.100. Questo vuol dire che alla rete potranno collegarsi fino a 99 computer. Probabilmente un tale numero di computer è oltre le esigenze di chi starà leggendo questo articolo quindi consiglio di impostare l’indirizzo finale in modo da soddisfare solo il numero di computer effettivamente connessi alla rete ( o al massimo 1 o 2 in più ). Per capire il significato dell’impostazione “Lease Time” sappiate che il DHCP può fornire un indirizzo IP ad un computer per un tempo definito allo scadere del quale provvederà il DHCP stesso a fornirne un altro. Nel nostro ambito impostare il Lease Time a “Forever” ( per sempre ) è l’opzione più sensata.

-DHCP Disabilitato: se avete scelto di disabilitare questa funzione sappiate che avrete un po’ di lavoro in più da fare per configurare correttamente la LAN. Vediamo allora la procedura nel concreto. Come descritto sopra raggiungete le impostazioni del protocollo TCP/IP del primo computer che volete configurare e al posto di impostare “Ottieni automaticamente un indirizzo IP” selezionate “Utilizza il seguente indirizzo IP” ed inserite i vari parametri come vi illustrerò ora. Nel campo Indirizzo IP inserite 192.168.2.2 ( noi seguiremo una numerazione progressiva ma non siete obbligati a farlo anche voi, l’importante è non assegnare lo stesso indirizzo a più computer in quanto genera conflitti nella rete ) mentre inserite 192.168.2.1 ( l’indirizzo IP nella rete del vostro router che può anche essere diverso; riferitevi sempre al manuale ) nel campo Gateway predefinito. Impostate il campo Subnet Mask al valore 255.255.255.0. Per quanto riguarda gli indirizzi dei server DNS informatevi per ottenerli presso il vostro provider di servizi internet ( ISP ). Eseguite questa operazione di configurazione per ogni computer nella rete avendo cura di non inserire mai due volte lo stesso indirizzo IP. Bhe, è stato più semplice del previsto non è vero?

NOTA: Noi abbiamo usato indirizzi del tipo 192.168.2.x perchè l'indirizzo IP del router è 192.168.2.1. Se fosse stato 192.168.3.1 avremmo usato indirizzi del tipo 192.168.3.x !

Ora che abbiamo visto la parte dedicata alla configurazione della rete interna vediamo cosa dobbiamo fare per configurare correttamente il router per la connessione ad internet. Andiamo a vedere più da vicino la schermata Connection Type.


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Come potete vedere da questa immagine è possibile scegliere tra 5 diverse modalità di configurazione ma noi ci concentreremo solo sulle 2 più comuni: Dinamica e PPPoE.
Una connessione di tipo dinamico funziona nella maggior parte dei casi ed è quella che richiede il minor sforzo di configurazione sia per quanto riguarda il router sia per quanto riguarda il modem ADSL quindi è consigliabile puntare subito su questo tipo di connessione soprattutto se non siete troppo esperti di reti. In questo caso non dovrete dare al router nessun parametro particolare tranne in alcuni rari casi in cui dovrete fornire il nome del servizio internet ( a seconda del provider ). L’uso di questo tipo di connessione richiede comunque la configurazione iniziale del modem ADSL con i parametri forniti dal vostro provider quali password, nome utente, ecc...

Se avete invece necessità di impostare una connessione di tipo PPPoE direttamente nel router dovrete provvedere a impostare il vostro modem Ethernet in modalità Bridge e ad immettere i parametri di connessione ad Internet nell’apposita sezione del pannello di controllo del vostro router. In questo modo sarà il router stesso a fornire i parametri da voi immessi al modem per eseguire la connessione.




Impostare la parte Wireless

Ora che abbiamo visto come deve essere configurato il router per permettere un corretto funzionamento della connessione ad internet e della rete LAN andiamo a vedere quali sono i parametri da impostare nella sezione Wireless per ottimizzare il collegamento senza fili.


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Come potete vedere la schermata ci presenta numerose impostazioni di configurazione. Analizziamole nel dettaglio.

-Wireless Channel: indica la porzione di spettro radio che le periferiche wireless nella rete usano per la comunicazione. Può essere utile modificare questo parametro per ridurre le interferenze dovute ad altri dispositivi;
-SSID ( a volte indicata con ESSID ): questa sigla (Service Set Identifier ) indica l’equivalente ad un nome per le reti wi-fi. Potete impostare quello che preferite ( “rete casa” , “rete wireless”, ecc.. ) anche se è consigliabile inserire una serie di caratteri e cifre senza un senso particolare per aumentare la sicurezza. L’unico problema è che se ci sono altre reti Wi-Fi nelle vicinanze dovrete usare un nome unico;
-Wireless Mode: questa opzione permette di scegliere la tipologia di rete Wi-Fi da utilizzare. Le scelte possibile potranno ricadere sugli standard finora più diffusi ( 802.11a, 802.11b, 802.11g, spesso denotati semplicemente con “a”, “b” e “g” ) o su tecnologie proprietarie del produttore del router in questione che potrebbero comportare problemi di incompatibilità con altri dispositivi. Per ovviare a problemi di questo tipo i costruttori di dispositivi wi-fi hanno implementato anche una modalità Automatica che consente al router di adottare la modalità più opportuna a seconda della natura dei dispositivi connessi;
-Broadcast SSID: questa opzione permette di abilitare/disabilitare la trasmissione da parte del router del segnale di “presenza”. Quando questa opzione è abilitata possiamo metaforicamente immaginare che il router cerchi di farsi sentire propagando questo segnale di modo che sia più facile per un pc dotato di scheda wireless trovare la rete. Se non avete necessità di questo tipo il mio consiglio è di disabilitare questa opzione;
-Turbo Mode: In alcuni router che supportano lo standard 802.11g è possibile abilitare una funzione denominata Frame Bursting che permette in pratica di ottimizzare il trasferimento dei files incrementando le prestazioni della rete nelle comunicazioni tra i dispositivi supportanti. La modalità Frame Bursting supporta comunque anche i dispostivi non in grado di sfruttarla.




Sicurezza nelle reti Wireless

Questa parte dell’articolo richiederebbe da sola un articolo a sé stante ma noi cercheremo di fornire un’informazione adeguata cercando di non dilungarci troppo in discorsi tecnici.
Tratteremo tre modalità differenti per garantire la sicurezza all’interno di ambienti Wi.Fi: si tratta delle tre tecnologie WEP, WPA e WPA2. Naturalmente è importante per una rete avere un certo grado di sicurezza proporzionale al tipo ed al grado di riservatezza delle informazioni trasmesse attraverso di essa.

La tecnologia WEP ( Wired Equivalent Privacy ) è la prima originariamente sviluppata per garantire la sicurezza delle reti Wi-Fi e si avvale dello stesso algoritmo di cifratura utilizzato nelle connessioni internet sicure con protocollo SSL ( l’algoritmo RC4 ) con l’uso di una chiave di tipo statico ( una chiave di decodifica/codifica che non varia nel tempo ) di 64 o 128 bit. Gli obiettivi del WEP erano quelli di fornire un muro difensivo alla rete per consentire l’integrità dei dati, la loro codifica in modo da mantenerne la riservatezza e una barriera contro le autenticazioni di falsi utenti. Purtroppo però questa tecnologia non era in grado di mantenere le promesse fatte in partenza in quanto non sarebbe stato difficile per un malintenzionato ricavare la chiave analizzando il flusso di dati per un certo tempo. Questo problema, unito alla lentezza delle reti derivante dal suo utlizzo, ha screditato di fatto il WEP ed ha messo in moto gli sviluppatori per la ricerca di un nuovo standard di sicurezza che potesse sostituirlo senza ricorrere alla smantellamento delle reti precedentemente create con dispositivi WEP; uno standard che fosse implementabile al massimo con un semplice aggiornamento del firmware.

Dal lavoro degli esperti è nato WPA ( Wi-Fi Protected Access ), un’evoluzione del WEP le cui specifiche sono contenute nello standard 802.11i ma che è stato implementato nativamente già nei dispositivi 802.11g in seguito alla domanda di una maggiore sicurezza da parte delle aziende. WPA, a differenza di WEP, utilizza un algoritmo di criptatura dei dati ( TKIP ) con chiave dinamica ( variabile nel tempo ) di 128 bit garantendo al contempo prestazioni quasi invariati nel trasferimento degli stessi. E’ possibile abilitare la tecnologia WPA in due diverse modalità che analizziamo separatamente.

La prima è detta WPA-PSK ( Wi-Fi Protected Access – Pre Shared Key ) o anche WPA-Home ed utilizza un sistema di autenticazione che prevede l’adozione di una PSK che dovrà essere inserita all’interno del router e fornita ad ogni disposivo connesso alla rete. In questo modo però se un malintenzionato riuscisse a scoprire la vostra PSK avrebbe accesso all’intera rete. Per questo la modalità WPA-Home è consigliata sola per reti di tipo domestico che non richiedono livelli di sicurezza troppo elevati o per piccole imprese che non possono permettersi un server di autenticazione.

Infatti la seconda modalità si chiama WPA-RADIUS ( Wi-Fi Protected Access - Remote Access Dial-Up User Service ), detta anche WPA-Enterprise, ed utilizza appunto un server RADIUS per l’autenticazione degli utenti sfruttando il protocollo introdotto con lo standard 802.1x. In questo modo ogni utente che si connette alla rete deve inserire un nome utente ed una password personali che il server provvederà a verificare fornendo successivamente i servizi ella rete a coloro che avessero effettuato l’accesso correttamente. Con un server di questo tipo è possibile impostare diversi livelli di accesso alla rete in modo da permettere ad una certa classe di utenti l’uso di alcuni servizi piuttosto che altri. Questo tipo di architettura con server di autenticazione è indicata per le aziende che vogliono garantire un elevato grado di sicurezza pe r la propria rete.

WPA si è poi evoluta in WPA2 ( definito nell'emendamento 802.11i dello standard IEEE 802.11 ) che sostanzialmente si differisce per l’adozione di un diverso algoritmo per la cifratura chiamato AES ( Advanced Encryption Standard ) diversamente dal TKIP usato nel WPA e per un nuovo protocollo per lo scambio delle chiavi di decodifica tra l'access point e i client. Anche WPA2 può funzionare in due diverse modalità per coprire le esigenze degli utenti domestici o delle aziende. La tecnologia WPA2 non è però compatibile con tutti i dispositivi wireless in commercio e potrebbe quindi non essere disponibile sul vostro router o eventualmente sulle vostre schede di rete wireless. Controllate quindi se sono disponibili dei firmware aggiornati per i vostri dispositivi. Per maggiore compatibilità vale comunque il consiglio di usare il protocollo WPA che offre adeguata sicurezza a tutti gli utenti domestici e non.

Purtroppo il nostro primo articolo sulla configurazione di un router Wi-Fi e sulla creazione di una rete wireless si conclude qui. Nella prossima parte potrete trovare tutte le informazioni per configurare la vostra rete per usare le modalità di sicurezza di cui abbiamo parlato e altro ancora. Restate sintonizzati su UpYou!

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