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Guida fai da te all'assemblaggio di un PC
Guida fai da te all'assemblaggio di un PC
Pubblicato da Stefano Angaran il (14/12/2005 23:30:00)
"Per imparare ad assemblare un PC o per capire come sostituire un componente."


Hard disk, lettori e masterizzatori CD/DVD

La quasi totalità delle schede madri presenta dei connettori IDE. Si tratta di un tipo di connettore utilizzato principalmente per la connessione di unità di memorizzazione e archiviazione al PC quali dischi rigidi, lettori e masterizzatori CD/DVD o anche lettori floppy ad alta capacità. Solitamente le schede madri presentano due slot di questo tipo indicati come IDE Primario e IDE Secondario che individuano i cosiddetti canali IDE. Ad ognuno dei due slot è possibile collegare fino a due dispositivi attraverso l’apposito cavo. Vediamo una foto del connettore che solitamente è di colore blu o nero.


Due connettori IDE



Se ad un connettore viene collegato un solo dispositivo questo sarà indicato come "master" ( padrone ) mentre se vengono collegati due dispositivi dovranno essere indicati uno come "master" e l’altro come "slave" ( schiavo ). Le periferiche IDE presentano dei pin sul retro appositamente introdotti per specificare se una tale periferica deve comportarsi come master o slave. Questi pin vanno connessi con dei ponticelli, detti anche jumper, a seconda di come specificato sul manuale o, a volte, di quanto stampato sul dorso dell’hard disk o del lettore CD/DVD.


Il retro di un'unità CD-ROM



Sui dispositivi più recenti è possibile selezionare una modalità aggiuntiva denominata "cable select" che consente la configurazione automatica della periferica a seconda della posizione in cui è stata collegata al cavo.

Parliamo appunto del cavo utilizzato per la connessione dei dispositivi IDE. Tipicamente questo è del tipo denominato a “piattina”, molto sottile, largo circa 5 cm e lungo dai 45 ai 90 cm. Il cavo presenta tre connettori, uno dei quali va collegato alla scheda madre mentre gli altri due alle periferiche. Ecco una foto di un cavo IDE:


Un cavo IDE



I cavi più nuovi presentano dei connettori colorati: quello di colore blu va collegato alla scheda madre, quello nero va collegato all'unità "master" mentre quello grigio va collegato all'unità "slave". Le differenze con i vecchi cavi non si fermano solo al colore ma anche al numero di fili di cui è composta la piattina. Questi sono 40 per i più vecchi e 80 nei più recenti. Se si utilizzano cavi a 40 fili non è possibile raggiungere le velocità di trasferimento più elevate disponibili con i dispositivi più recenti. Per i più curiosi con i primi è possibile raggiungere velocità di 33 Mbit/s mentre con i secondi è possibile arrivare fino a 133 Mbit/s. Il numero di pin nei connettori è comunque 40 per entrambe le versioni dei cavi. Un’altra osservazione da fare su questi cavi è che il filo 1 è spesso evidenziato con il colore rosso ( o altro ) in modo da essere facilmente riconoscibile. Infatti per effettuare con successo il collegamento sarà necessario far combaciare il pin 1 del connettore sulla scheda madre ( o sulla periferica ) con il pin 1 del connettore sul cavo. Fortunatamente sempre più spesso i cavi ed i connettori sono realizzati in modo da consentire l’inserimento solo da un verso essendo questo in effetti forzato fisicamente.

Per concludere questo paragrafo c’è da ricordare che ormai da qualche anno è stato introdotto il nuovo standard di collegamento per le unità ottiche e gli hard disk denominato S-ATA ( Serial ATA ) che utilizza una nuova tipologia di cavi e connettori molto più stretti. L’utilizzo di dispositivi dotati di questa interfaccia permette quindi, al di là dei puri vantaggi prestazionali, anche dei miglioramenti al livello della circolazione dell’aria all’interno del case. Di seguito una foto di un connettore S-ATA:


Un cavo S-ATA



Come potete vedere questi cavi sono dotati di due soli connettori uno dei quali va collegato alla scheda madre e l’altro ovviamente al dispositivo interessato. L’uso di questa nuova interfaccia semplifica anche il collegamento in quanto non è più valido il concetto di "master" o "slave" e grazie al fatto che l’inserimento è forzato e per cui è impossibile sbagliare.


Alcuni connettori S-ATA



Di seguito anche un’immagine del retro di un hard disk S-ATA:


Il retro di un hard-disk S-ATA



Da sinistra a destra troviamo il connettore per l’alimentazione specifico per il S-ATA, il connettore S-ATA per il collegamento alla scheda madre, una serie di pin ( che in definitiva risulta inutile in quanto come detto il S-ATA elimina il concetto di "master" o "slave" ) ed infine il connettore per l’alimentazione di tipo tradizionale.


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